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L'idea per alleggerire la base di Conetta: "Trasferire parte dei migranti in Argentina"

Lunedì incontro in Municipio a Cona tra sindaco, prefetto e rappresentanti sudamericani. L'idea è di far lavorare i profughi in appezzamenti di terra della comunità di Las Heras

"Non è che è già pronto l'autobus per il trasferimento, ma stiamo valutando se sia possibile". Il sindaco di Cona, Alberto Panfilio, preferisce essere prudente, anche perché tra burocrazia e la miriade di realtà interessate l'inghippo è sempre dietro l'angolo, fatto sta che l'idea c'è. E le strette di mano pure. Lunedì, infatti, nel Comune veneziano si sono incontrati il primo cittadino, il prefetto Carlo Boffi e i rappresentanti di una onlus argentina, la "No+Hambre", che si è dichiarata disponibile a trasferire una parte dei richiedenti asilo ospitati nell'ex base di Conetta (alle prese con i noti problemi di sovraffollamento) in Argentina: "Lì il modo di ragionare è diverso - sottolinea Panfilio - Ognuna delle parti sociali si siede e offre le proprie competenze. Dalla chiesa, agli avvocati, alle istituzioni. E soprattutto così trovano soluzioni aiutando la propria comunità e anche le altre. Questo è il vero principio di sussidiarietà, il contrario di ciò che accade da noi".

A fare da tramite è stata l'Accademia pontificia delle scienze, che a dicembre aveva organizzato un summit dei sindaci europei sul tema dell'immigrazione, durante il quale il sindaco di Cona aveva proposto la formula della cooperazione decentrata per riuscire a superare l'emergenza. Detto fatto. Quelle frasi non sono rimaste lettera morta. E' stata infatti sottoscritta una "Carta de Intencion" con il Comune di Las Heras, situato nella provincia di Mendoza in Argentina. Qui le istituzioni locali hanno intenzione, se tutto andrà in porto, di dare in gestione alla onlus No+Hambre un appezzamento di terreno, dove potrebbero essere ospitati e fatti lavorare i migranti.

"I rappresentanti argentini hanno deciso di venire a visitare l'hub - spiega il sindaco Panfilio - in Municipio c'era anche il prefetto, rappresentante dello Stato, cui compete la gestione dei richiedenti asilo. Anche per capire che tipo di documentazione sia necessaria per un eventuale espatrio. Nella base, da alcuni rappresentanti dei profughi, l'idea è stata accolta con favore. Quello che torno a sottolineare, però, è che lì c'è un modo di ragionare diametralmente opposto al nostro. Che funziona". L'attenzione si è concentrata gioco forza anche sugli incontri di martedì tra ministro dell'Interno, Marco Minniti, e sindaci: "Il rappresentante del governo non ha mai detto che gli hub di Cona e Bagnoli saranno chiusi - ha concluso Panfilio - ha solo dichiarato che nei prossimi mesi sarà tagliato il numero di persone ospitate. Ma non è stata presentata nessuna nuova ricetta". 

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