Non si ferma l'emergenza profughi, altri migranti trasferiti a Eraclea

Nella località balneare già tante polemiche per le ripercussioni sul turismo. Giallo sul trasferimento nelle palestre a Dolo. Il sindaco "Non è vero"

Nonostante gli appelli e pure le lettere al presidente del Consiglio Matteo Renzi, i profughi continuano ad arrivare nelle località balneari veneziane. Giovedì pomeriggio, infatti, su 230 migranti che hanno raggiunto il Veneto, 45 raggiungeranno l'ormai famoso residence di Eraclea Mare in cui già da più di una settimana vengono ospitati oltre un centinaio di profughi. Si tratta soprattutto di giovani provenienti dall'Eritrea e dal Sudan, che nel primo pomeriggio di giovedì si trovavano nella questura di Venezia per l'identificazione.

Dopodiché, a bordo di alcuni minivan, hanno raggiunto il litorale, che già ribolle di proteste per le possibili ripercussioni sugli operatori turistici di questi trasferimenti. Disdette ne sono già arrivate tante, assicurano i primi cittadini di Eraclea e di Jesolo, località a sua volta alle prese con l'arrivo di altri profughi due giorni fa e sistemati nella sede della Croce Rossa di via Levantina. Qui, a dispetto dei progetti iniziali, non è stata allestita alcuna tendopoli. Due infatti le tende montate soprattutto per motivi logistici, mentre gli ospiti della struttura passano la notte (ancora poche prima del loro trasferimento) su brande negli androni e nei corridoi. La situazione è comunque piuttosto tranquilla, del resto è tutta gente libera di circolare e che non ha mai dato alcun tipo di problema.

Fatto sta che l'emergenza si avvita su se stessa, in una spirale che a breve potrebbe coinvolgere anche le comunità di Dolo e Portogruaro. Oltre che di San Donà. Il prefetto Domenico Cuttaia ha già annunciato la possibilità (visto che il commissario della Provincia Cesare Castelli ha dato la propria disponibilità) a sfruttare le palestre delle scuole, mentre invece i primi cittadini si stanno muovendo per trovare soluzioni alternative. In attesa non solo che l'hub regionale sia individuato e predisposto, ma anche che l'ex caserma di Ca' Turcata a Eraclea venga allestita con i container per l'ospitalità dei migranti.

"GIALLO" A DOLO - Durante la giornata è montata sempre più la voce che la prefettura avesse disposto il trasferimento di ottanta migranti nella palestra dell'istituto Musatti di Dolo. In questo i social network hanno avuto un ruolo predominante nel moltiplicare l'eco della notizia, la quale è stata smentita dal neo sindaco del paese della Riviera del Brenta, Alberto Polo. Anzi, i giornalisti sono stati convocati in municipio per fare chiarezza una volta per tutte. Presente anche il primo cittadino di Fiesso d'Artico Andrea Martelllato:

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"Tutto è nato da un fax inviato dalla Provincia in cui si sintetizzava la riunione di lunedì sera con il prefetto, in cui si ventilava il possibile utilizzo delle palestre delle scuole - ha spiegato Polo - ma per ora a noi non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale di trasferimenti nel nostro territorio". In ogni caso i due sindaci, di colore politico diverso, cercano di giocare d'anticipo. Il prefetto del resto l'aveva già dichiarato: chi dice no rischia di trovarsi i profughi il giorno seguente sotto casa, serve collaborazione. I due primi cittadini, per evitare l'utilizzo delle palestre delle scuole, si sono guardati intorno individuando altre alternative. In primis è stato proposto alla Prefettura l'utilizzo dell'ex albergo "Riviera", proprio al confine tra i due Comuni. Una struttura chiusa da quattro anni che necessita di manunzione. Ma già in poco meno di due settimane potrebbe avere le carte in regola. Altra opzione, invece, è l'ex casa di riposo di via Manzoni a Dolo: perimetro di recinzione, servizi igienici e alloggi sarebbero già predisposti. L'ultima parola naturalmente è però dell'Ulss, proprietaria dell'immobile.

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