I profughi finiscono nei container, il "modello Eraclea" si replicherà

Niente tende, bensì moduli provvisori nella caserma di Ca' Turcata. Si cercano altre ex caserme per tamponare l'emergenza migranti

Niente tende, arrivano i prefabbricati per permettere lo spostamento dei migranti dal residence di Eraclea Mare alla caserma in località Ca' Turcata. Moduli abitativi provvisori (ossia container noleggiati oppure case mobili) che ora potrebbero spuntare anche in altre zone demaniali per gestire l'emergenza migranti. Si tratta di una novità non di poco conto, scaturita al termine di una riunione operativa giovedì mattina in prefettura. E' stato proprio il titolare di Ca' Corner, Domenico Cuttaia, a dirsi soddisfatto della soluzione trovata a Eraclea (sull'onda delle proteste di residenti e operatori economici) dopo il trasferimento in un residence a circa un chilometro dal mare di circa 130 profughi. Per questo motivo si sta valutando la possibilità di individuare luoghi dalle caratteristiche simili che possano tamponare l'arrivo (previsto o meno) di migranti.

Erano subito piovute disdette da parte dei turisti, oltre che critiche dagli operatori economici di Eraclea. Il sindaco della località balneare Giorgio Talon ha dunque indicato l'alternativa della ex caserma ora in disuso di Ca' Turcata, situata in una posizione più isolata. Martedì mattina il sopralluogo del prefetto stesso, della protezione civile e dei vigili del fuoco. Serviranno tre mesi di lavoro per rimettere in sesto l'edificio, intanto i migranti staranno nell'area verde circostante. Risultata idonea.

All'inizio si pensava a delle tende, che avrebbero dovuto essere fornite dalla protezione civile nazionale. Dopodiché il primo inghippo: non c'è lo stato d'emergenza, dunque della fornitura di quel materiale in dotazione alla Regione Veneto non se ne parla. Solo la Provincia aveva dato la propria disponibilità. Giovedì mattina si è deciso di virare sui prefabbricati, il cui costo dovrebbe essere sostenuto dal ministero dell'Interno. Secondo la prefettura il trasferimento dei profughi, nonostante serva un po' più di tempo per allestire il tutto, si dovrebbe concludere entro quindici giorni. Giovedì pomeriggio già i primi incontro a Eraclea per organizzare la "macchina": l'affitto dei moduli sarà sostenuto dalla cooperativa di Carpi che gestisce i migranti (iil cui costo sarà coperto dal ministero dell'Interno).

Si tratta di uno scenario che a questo punto potrebbe replicarsi anche in altre caserme o edifici di proprietà dello Stato: "La ormai esaurita disponibilità di locali esige la ricerca di disponibilità di accoglienza in ambiti distanti da luoghi abitati e facilmente vigilabili dalle forze dell'ordine", recita una nota della prefettura. Cuttaia non si è lasciato scappare la possibilità di avere attorno a un tavolo per l'ennesima volta il direttore regionale della protezione civile Roberto Tonellato, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Loris Munaro, i rappresentanti del Comando Interregionale delle Forze di Difesa Nord di Padova e il responsabile del servizio igiene pubblica dell'Ulss 10.

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Oltre che il sindaco di Eraclea Giorgio Talon, diretto interessato dall'emergenza ("abbiamo raggiunto l'obiettivo di allontanare da Eraclea Mare queste persone, era una necessità", ha commentato soddisfatto), e il commissario della Provincia di Venezia Cesare Castelli. C'è infatti un'altra possibile criticità che si profila all'orizzonte: lo "sbarco" in autostrada o su grandi vie di comunicazione di immigrati entrati di nascosto in Italia a bordo di cassoni di camion. Mercoledì l'ultimo episodio della serie, con una trentina di afghani e pachistani scaricati all'altezza del casello autostradale di Cessalto e finiti a Ceggia. Qualche giorno prima una vicenda simile si è registrata in via Moglianese a Scorzè. In quel caso furono sei eritrei a spuntare dal nulla nel paese veneziano. A questo punto dunque secondo Ca' Corner serve trovare delle soluzioni preventive per casi improvvisi come questi. Naturalmente nello stesso tempo sono stati intensificati i controlli delle forze dell'ordine.

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