Se la nuova emergenza è a Jesolo, a Eraclea è tutto ancora in alto mare

Il sindaco Talon: "Ci stiamo sostituendo alla Prefettura altrimenti non si muove nessuno". I tempi per il trasloco a Ca' Turcata si allungano

Ora che i media sono concentrati su quanto sta accadendo a Jesolo e sugli imminenti possibili trasferimenti nelle palestre di alcuni istituti sanitari di Portogruaro e San Donà, c'è un'altra querelle che rischia di rimanere nella penombra. Perché il capitolo "profughi nelle località turistiche" si è aperto nelle settimane scorse con l'arrivo a Eraclea Mare di 130 migranti in un residence a circa un chilometro dalla spiaggia.

Gli operatori turistici avevano protestato in maniera vibrante, lamentando una pioggia di disdette da parte dei turisti. La questione aveva indotto anche i media nazionali a interessarsi del caso, finché il sindaco Giorgio Talon non aveva proposto alla prefettura di trasferire i profughi nella ex caserma di Ca' Turcata. Il sopralluogo del prefetto Domenico Cuttaia con i vertici regionali della protezione civile è ormai lontano: fu martedì 16 giugno, otto giorni fa. Difficile quindi che il termine di due settimane per il trasferimento dei profughi presenti nel residence di Eraclea venga rispettato: "Siamo costretti a sostituirci alla prefettura e alla cooperativa di Carpi che ha in gestione i migranti - attacca il sindaco Giorgio Talon - perché dal tavolo tecnico di giovedì scorso non si è mosso ancora nulla".

A JESOLO I PROFUGHI ALLA CROCE ROSSA

Insomma, sull'onda dell'emergenza i sopralluoghi e le riunioni si sono susseguite. Dopodiché la macchina perlomeno avrebbe rallentato il ritmo, quando già gli operatori turistici avevano chiesto, talvolta anche in maniera piuttosto "calda", di trovare subito una soluzione: "Entro i prossimi giorni avremo i preventivi delle varie aziende che si sono presentate per la fornitura dei moduli abitativi - continua Talon - sceglieremo l'alternativa migliore, ma queste operazioni non avrebbero dovuto essere seguite dal Comune, bensì dalla Prefettura e dalla cooperativa".

CANCELLO CHIUSO, I PROFUGHI VAGANO PER JESOLO

Insomma, l'amministrazione locale fiutando l'aria che tira ha deciso di prendere in mano la situazione. Il problema è che potrebbe a questo punto essere costretta ad anticipare i soldi dell'affitto dei prefabbricati per poi rientrarne attraverso il ministero dell'Interno. Un'eventualità che all'inizio non era stata di certo ventilata. Anzi, Cuttaia aveva dichiarato che il trasferimento dei migranti avrebbe dovuto essere questione di massimo quindici giorni. Ma per ora appare tutto in alto mare. O comunque in forte ritardo.

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