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Profughi a scuola dai falegnami: al lavoro per sistemare la villa veneta

Sottoscritto lunedì il protocollo d'intesa tra Comune di Mirano e Prefettura: "Esempio virtuoso. Reati in diminuzione nelle zone di accoglienza"

Migranti al lavoro: perché la cosiddetta integrazione non è solo una questione di inserimento dei "nuovi arrivati" nel tessuto sociale, ma anche la possibilità, da entrambe le parti, di ricavare ricchezza (in senso lato) dall'altro. Così lunedì a Mirano è stato sottoscritto il "protocollo d'intesa per le attività di volontariato svolta dai migranti", firmato da Prefettura di Venezia, Comune, operatori economici, associazioni di volontariato, culturali e di promozione sociale (Gruppo Solidalia).

L'accordo stabilisce che i migranti saranno impiegati nell'attività di recupero degli infissi di un'antica villa veneta: a seguirli saranno alcuni esperti falegnami in pensione, che di fatto insegneranno loro un mestiere artigianale che sarà utile ai fini della loro futura integrazione sociale e lavorativa. Il prefetto ha ringraziato il sindaco del Comune di Mirano "per la sensibilità istituzionale dimostrata, che oggi viene suggellata con la sottoscrizione del primo protocollo d'intesa, a livello provinciale, per le attività di volontariato svolte dai migranti".

Un esempio virtuoso di accoglienza diffusa e per piccoli numeri, come evidenziato proprio dalla Prefettura, improntato alla massima concretezza e alla condivisione da parte della collettività locale. Così si avvia un graduale processo di integrazione di questi migranti, che volontariamente si renderanno utili alla comunità, senza che ciò vada a limitare le possibilità lavorative ed occupazionali dei cittadini italiani.

L'incontro è stato anche l'occasione per esaminare la situazione dell'ordine e della sicurezza pubblica nel territorio miranese. Sulla base dell'analisi dei dati sull'andamento della criminalità - registra la Prefettura - nel periodo gennaio-settembre 2015 c'è stata una sostanziale riduzione dei reati predatori (furti: da 572 a 432, rapine: da 5 a 2, danneggiamenti: da 102 a 73) rispetto allo stesso periodo del 2014. La Prefettura suggerisce che questo dato sia un riscontro oggettivo alle preoccupazioni, sia pur legittime, dei cittadini in tema di sicurezza: né nel territorio di Mirano né in altri Comuni dove sono presenti le strutture di accoglienza, infatti, si registrano episodi di criminalità legati all'immigrazione. "Anzi - conclude la Prefettura - grazie ai maggiori servizi di controllo e di vigilanza si è registrato un sostanziale calo dei reati contro il patrimonio". Il Prefetto infine ha ringraziato le associazioni di volontariato e di accoglienza che stanno affrontando questa problematica "in linea con quegli ideali di altruismo e di fratellanza che costituiscono patrimonio culturale della società civile veneta".

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