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Foto Facebook "Insieme per il Lido"

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Profughi, in arrivo più pattuglie al Lido. Cittadini: "Qui gente ospitale"

Il questore Sanna ha disposto maggiori uomini nell'isola per dare un segnale. Documento di un gruppo di residenti: "Non siamo tutti razzisti". Segnalata alla Procura una trentina di manifestanti di mercoledì sera

Profughi sì, profughi no. Al Lido di Venezia si continua a dibattere sull'arrivo dei 36 migranti siriani che hanno trovato posto all'interno del centro vacanze "Morosini", dopo che un centinaio di cittadini mercoledì sera si è radunata davanti ai cancelli della struttura per assistere all'arrivo dei nuovi ospiti. Chi per dare loro il benvenuto, chi, invece, per manifestare tutto il proprio dissenso per una decisione presa "dall'alto". Senza interpellare la cittadinanza. Al punto da posizionare una catena, poi rimossa, davanti all'ingresso del centro per evitare a chiunque di entrare ma anche di uscire. Dei fatti di mercoledì sera la questura ha informato la Procura, cui spetterà poi il compito di ravvisare se ci saranno gli estremi per configurare qualche reato o meno. Un atto dovuto, visto che comunque l'iniziativa non era stata né comunicata, né autorizzata in precedenza. Una trentina le persone denunciate fino a questo momento, ma non è detto che il numero possa lievitare.

Per dare un segnale alla cittadnanza, però, venerdì mattina il questore Angelo Sanna ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Municipalità Giorgio Vianello, in cui è stata garantita una superiore presenza delle forze dell'ordine al Lido. "Verranno messe a disposizione maggiori pattuglie per il commissariato San Marco - ha sottolineato Sanna - stessa cosa ho disposto che facciano i carabinieri". Ciò naturalmente non deve essere letto come un segnale di preoccupazione per l'evolversi dei tassi di delinquenza dell'isola dopo l'arrivo dei profughi (lo stesso prefetto Domenico Cuttaia ha sottolineato giovedì che in questi mesi non si sarebbero mai registrati episodi di criminalità tra i migranti che hanno raggiunto il Veneto), bensì il tentativo di rispondere al comune sentire di un territorio, come quello lagunare, dove a più riprese si sono levati appelli per la legalità: "Anche questo deve sapere fare un questore - ha dichiarato Sanna - ascoltare gli input dei cittadini".

Lunedì prossimo, intanto, è prevista una riunione del Cda del "Morosini" in cui è probabile che vengano chieste certezze al prefetto Domenico Cuttaia sui tempi di permanenza dei profughi. Ca' Corner ha affermato che sarà una permanenza temporanea di massimo tre mesi, la dirigenza obietta che le tempistiche sono strette, perché a maggio iniziano le assunzioni in vista della bella stagione e serve che siano messe a punto le strutture.

Le critiche, inevitabile che sia così, stanno viaggiando veloci sulla stampa e sui social network. C'è chi, però, venerdì pomeriggio ha voluto mettere nero su bianco che i cittadini del Lido sono "gente ospitale". Durante un incontro al termine del quale un centinaio di persone hanno firmato una lettera unitaria, si è voluto "dare il benvenuto alle persone che mercoledì sera sono arrivate qui, dopo aver affrontato ben altri sbarchi, dopo aver vissuto drammi che nessuno di noi conosce e riesce a figurarsi davvero. Vogliamo dire - si legge - che li accogliamo, che siamo solidali con le loro vite in bilico tra speranza e disorientamento. Come semplici cittadini siamo pronti a sollevarli, per quanto potremo, dal disagio causato dalla precarietà assoluta in cui sono precipitate le loro giornate, dalla distanza dalle loro famiglie, dalla sospensione della loro quotidianità. Ci rivolgiamo ai nostri concittadini, chiedendo loro di non aver paura. Ci indigniamo e rimaniamo sconsolati nel leggere le prese di posizione razziste e xenofobe nei confronti di qualsiasi 'foresto'. Non abbiamo niente in comune con chi usa toni razzisti, non funziona più dire 'non sono razzista, ma...'. Vogliamo - si conclude - restare umani".

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