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Dopo le proteste a Mira, 15 profughi puniti. A San Donà i migranti restaurano il presepe

Il 24 ottobre blocchi del traffico a Malcontenta. Gli ospitati nel mirino dovranno mantenersi a loro spese. Nella città del Piave 4 richiedenti asilo rimettono a nuovo alcune statue

Chi sbaglia, paga. O comunque va incontro a ripercussioni che potrebbero pregiudicare la sua richiesta di asilo. Dopo le intemperanze dello scorso ottobre all'hotel Byron, secondo una nota del Comune di Mira, la situazione nella struttura ricettiva sarebbe migliorata. Il 24 ottobre scorso alcuni ospitati, una quindicina, avevano inscenato una protesta bloccando a tratti il traffico stradale in via Malcanton, contro la decisione dei responsabili dell'accoglienza di chiudere le finestre con dei lucchetti. Per evitare uscite ed entrate a ogni ora del giorno (e della notte). L'episodio ebbe una certa eco, al seguito del quale la prefettura avrebbe preso provvedimenti. "Il clima è nettamente migliorato - dichiara il sindaco di Mira, Alvise Maniero - E’ stato mandato un messaggio importante: chi sbaglia paga, le regole devono essere rispettate come noi rispettiamo la situazione di queste persone”. 

Il primo cittadino nel comunicato evidenzia il "netto miglioramento della situazione" nell'albergo dove si trovano circa 80 migranti gestiti dalla cooperativa Sarha, oggetto anche di alcune parole poco "diplomatiche" durante di fine ottobre. Ca' Corner nelle scorse settimane avrebbe emesso 15 provvedimenti: a 5 migranti sarebbe stata revocata la qualifica di partecipante al progetto d’accoglienza, 10 invece sarebbero stati colpiti da provvedimenti di diffida e rischierebbero quindi la revoca in caso di reiterazione. L’esclusione dal progetto ha comportato l’abbandono da parte dei migranti della struttura dove erano ospitati: ora devono mantenersi esclusivamente a proprie spese. Lo stesso provvedimento di revoca sarà inserito nel fascicolo che sarà valutato dalla commissione preposta al momento di stabilire se concedere o meno a tali persone lo status di rifugiato.

“Quando parliamo di comportamenti scorretti ci riferiamo a interruzioni del traffico, mancato rispetto delle più elementari regole di convivenza e mancato rispetto nei confronti degli addetti. Ma dal giorno in cui la Prefettura ha preso tali provvedimenti – sottolinea il sindaco – gli altri ospiti hanno cambiato completamente atteggiamento e ora le cose vanno decisamente bene. A Mira abbiamo sempre detto che la convivenza è necessaria in quanto stiamo affrontando un'emergenza, ma è possibile solo se vengono rispettate le regole. In questa occasione il concetto è stato ben ribadito”.

A San Donà di Piave, invece, continuano le attività socialmente utili compiute dai profughi. Nei giorni scorsi quest'ultimi hanno lucidato, rendendole luccicanti sotto il sole di dicembre, le statue del presepe nella zona retrostante il duomo della città. Il merito è soprattutto del restauro effettuato dal personale del servizio giardineria, ma anche della collaborazione di alcuni migranti ospitati a San Donà. "Le statue, realizzate tra il 2007 e il 2010 da vari scultori, sono state oggetto di un ampio recupero – spiega l’assessore Lorena Marin – Sono state carteggiate, impregnate con un prodotto idrorepellente, trattate a cera. Insomma, rimesse a nuovo". A collaborare al restauro, quattro profughi.

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