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Profughi nelle palestre? Coro di no: "È una soluzione impraticabile"

L'ipotesi è stata avanzata nel corso della riunione in Prefettura di lunedì sera, il commissario della Provincia ha dato disponibilità ma i sindaci non ci stanno

Gli arrivi in provincia proseguono e i posti vanno trovati, e anche con urgenza. È questo, stringi stringi, il ragionamento alla base delle soluzioni (effettive o ipotetiche) messe in campo negli ultimi giorni dal Prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia. Così, mentre da un lato si lavora per rendere agibile la ex caserma di Ca' Turcata a Eraclea, dall'altro avanza l'idea che i migranti possano essere sistemati momentaneamente nelle palestre degli istituti scolastici del Veneziano.

Se ne è parlato lunedì sera, durante un tavolo tra alcuni primi cittadini e il prefetto. Dal commissario straordinario della Provincia Cesare Castelli è arrivato il nulla osta, ma dai sindaci è subito partita una levata di scudi: Gianluca Forcolin, di Musile di Piave, ha liquidato la questione in due parole: "Allora darò ordine di murare le scuole". Anche dalla direzione dell’Ufficio scolastico regionale sarebbero giunti commenti perplessi su una scelta (ma per ora è ancora ipotesi) considerata affrettata e problematica.

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Contrario anche Andrea Cereser, sindaco di San Donà di Piave: "Si tratta di un’ipotesi di fatto impraticabile, sia perché sono in corso gli esami di maturità sia per l'ubicazione degli istituti in aree residenziali. Per questo stiamo cercando, in collaborazione con la stessa Prefettura che sta dimostrando buon senso di fronte a un’emergenza, soluzioni alternative, rispettose della dignità delle persone e delle esigenze della convivenza". Cereser invita comunque tutti i Comuni "ad assumersi, proporzionalmente al numero degli abitanti, la propria quota, in modo che non venga scaricato solo su alcuni il problema".

Il prefetto ha comunque specificato che quella delle palestre sarebbe una soluzione estrema: "Vogliamo evitarlo. Ci troviamo nella necessità - ha spiegato - di dare un tetto ai migranti che continuano ad affluire, per cui stiamo vagliando tutte le possibilità. Ma oggi, visto che ritengo che l'accoglienza diffusa sia la soluzione, facciamo un appello principalmente ai singoli sindaci che si sono dichiarati contrari ad ospitarne, affinché offrano disponibilità per accogliere piccoli gruppi di migranti provvisoriamente e allentare la pressione, in attesa degli hub regionali che stiamo allestendo, ma per i quali ci vorranno ancora due o tre settimane".

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