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Profughi, "accoglienza inadeguata e disumana": la polizia all'attacco

I sindacati protestano contro la gestione dell'emergenza da parte del questore di Venezia: "Agenti costretti a inseguimenti e collette". Lui respinge le accuse

La polizia veneziana lo sa bene cosa significa, "emergenza profughi". Turni massacranti per far pronte agli arrivi quotidiani dei migranti, inseguimenti di fuggitivi, collette per sfamare i tanti disperati. E l'ufficio immigrazione che ormai stenta a far fronte ad una tale mole di lavoro. Lo denunciano, riporta il Gazzettino, le segreterie provinciali di tutte le sigle dei sindacati di polizia. L'accusa è nei confronti del Governo, considerato incapace di gestire l'enorme emergenza umanitaria, ma anche contro il questore locale, reo di non aver cercato un confronto sulle procedure da attuare. L'oggetto della comunicazione è quindi la richiesta di un confronto urgente al Prefetto di Venezia, come interlocutore "sostitutivo" al questore. Altrimenti potrebbe scattare la mobilitazione.

Viene citato l'ultimo grave episodio accaduto in fase di accoglienza, praticamente la goccia che fa traboccare il vaso: l'arrivo venerdì mattina di una cinquantina di palestinesi con venti minorenni, tra cui bimbi di due, tre, cinque anni. Alcuni stavano male, racconta il segretario del Siulp, erano in condizioni pietose, sporchi, affamati, disidratati, mentre le mamme chiedevano a cenni dei medicinali. Sono stati accolti in questura da due agenti e due carabinieri, che di tasca propria insieme ad altri colleghi avrebbero comprato al bar latte e brioches. Il tutto senza la presenza di mediatori culturali, operatori sociali, personale sanitario. Mentre la sera precedente trenta eritrei avrebbero cercato di scappare arrampicandosi sulla mura di cinta, tanto che per bloccarli sono state fatte rientrare tutte le volanti in servizio.

Tutte situazioni, denunciano i sindacati, che si creano perché il questore non prende atto della situazione di emergenza e non dialoga con le sigle sindacali. Con il risultato che si sguarniscono volanti e commissariati, a scapito del controllo del territorio. Da parte sua il questore avrebbe respinto le accuse: a Venezia, avrebbe dichiarato, stiamo vivendo la stessa situazione di tutte le questure d'Italia alle prese con l'emergenza profughi: alla polizia, conclude, spetta il fotosegnalamento con la scientifica e l'intervista con il personale dell'ufficio immigrazione. Il resto, conclude, è strumentalizzazione.

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