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San Donà: dopo le mense e la Croce Rossa, profughi al lavoro per lo sfalcio dei parchi

L'attività di volontariato rientra all'interno di una specifica convenzione con la Prefettura. "Obiettivo impiegare tutti i 40 richiedenti asilo in lavori di pubblica utilità"

Profughi al lavoro per lo sfalcio dei parchi. È la prima volta che i migranti ospitati a San Donà vengono impiegati in lavori esterni, dopo aver svolto volontariato per la mensa solidale e per la Croce Rossa. Mercoledì mattina Suleyman, 42 anni, Christiam 29 e Richard, 21, provenienti dal Ghana, e Ismael, 23enne della Guinea-Conakry, accompagnati da volontari, hanno sfalciato alcune parti del parco Benjamin.

L’attività, di tipo volontaristico, è stata possibile grazie a una specifica convenzione con la Prefettura. "L’obiettivo è impiegare in tempi rapidi tutti i 40 profughi ospitati a San Donà in lavori di pubblica utilità - ha specificato l’assessore all’ecologia Luca Marusso - Loro stessi richiedono di poter svolgere attività di volontariato in maniera da ricambiare, in qualche modo, la comunità che li sta ospitando".

Le storie dei ragazzi che oggi hanno dato una mano a sfalciare il parco sono drammatiche. Mesi per attraversare l’Africa a piedi, permanenze di oltre un anno nell’inferno della Libia devastata dalla guerra civile, la traversata del Mediterraneo e l’arrivo a Lampedusa, lo scorso giugno. Quindi San Donà, l’ospitalità attraverso l’azione della Cooperativa Villagio Globale, il lavoro volontario. "Già alcuni migranti danno una mano alla mensa solidale e alla Croce Rossa ma era importante che potessero essere impiegati anche in altri contesti di pubblica utilità - ha ricordato Marusso - Ringrazio l’ingegner Baldovino Montebovi, dirigente dei lavori pubblici, per l’impegno nel superare le pastoie burocratiche connesse con l’impiego dei profughi".

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