Cronaca Eraclea / Via Olivi

Profughi, sopralluogo dell'Ulss10: "Sono troppi, bisogna smistarli"

L'azienda sanitaria ha controllato la situazione nel residence "Magnolie" a Eraclea. Nessun problema sanitario. Zaia: "Eccolo l'hub regionale"

Dopo la manifestazione di lunedì dei profughi a Eraclea Mare la temperatura continua a farsi bollente nella località balneare. Anche dopo le dirette tv che hanno riportato al centro del dibattito, non solo locale, la gestione dei migranti. Della loro ospitalità a centinaia nel residence "Magnolie" e delle ripercussioni sugli operatori turistici. Proteste al di qua e al di là della barricata, dai profughi stessi a chi invece non li vuole così vicino al mare. Il day after continua a mantenersi piuttosto teso. Gli addetti dell'Ulss 10 hanno eseguito un accurato sopralluogo del residence "Magnolie" in cui si trovano i migranti. I sanitari hanno messo piede nella struttura alle 9 di martedì mattina, assieme al direttore generale dell'azienda sanitaria Carlo Bramezza, il direttore del Dipartimento di prevenzione, dottor Luigi Nicolardi, gli agenti della polizia locale e dell'ufficio tecnico del Comune.

"Dalla verifica non è emersa la segnalata condizione di sovraffollamento della struttura, nonostante questo però, la presenza di 243 persone, alloggiate in 42 alloggi, comporta inevitabili difficoltà di gestione, anche perché la struttura è collocata in un territorio a vocazione turistica - dichiara l'Ulss10 - I tecnici consigliano pertanto di effettuare, in tempi brevi, uno sfoltimento del numero dei profughi presenti affinché il fenomeno sia meglio gestito. Sul fronte strutturale, in alcuni locali del residence è stato accertato il mancato funzionamento degli aspiratori nei servizi igienici ciechi e il non corretto collegamento di alcuni punti di illuminazione dell’impianto elettrico. Per quanto riguarda la distribuzione degli alimenti pre-confezionati nel locale adibito a mensa, e la potabilità del’acqua erogata, non state rilevate carenze".

Attualmente, sul territorio dell’Ulss10, sono presenti oltre 300 profughi alloggiati a Eraclea mare, Jesolo, San Donà di Piave, Portogruaro, Bibione. “Tale situazione, che  si sviluppa in un periodo in cui le località di vacanza sono affollate di turisti, richiede un costante e straordinario impegno - dichiara il direttore generale Carlo Bramezza -. Ne consegue che il personale del Dipartimento di prevenzione è seriamente in difficoltà nello svolgere la ordinaria attività di sicurezza sanitaria a tutela di turisti e residenti. Chiedo pertanto con fermezza, alla Prefettura, di interrompere l’afflusso di profughi nel territorio di competenza di questa azienda e soprattutto nelle località del litorale”.

Critico, come sempre sul tema, il presidente della Regione Luca Zaia: "A Eraclea il Governo fa lo gnorri e non trasferisce gli ospitati (si fa per dire) nel residence al centro della località balneare contribuendo a pregiudicare la stagione turistica - dichiara - alla Ulss 10 vengono distolte risorse preziose nel periodo più impegnativo dell’anno per assistere i profughi invece dei turisti. Diciamo la verità: utilizzando quel residence di Eraclea che, con 63 appartamenti, può dare ospitalità a quasi 400 immigrati, la Prefettura ha identificato subdolamente l’hub provinciale che andava cercando da mesi, in un crescendo di improvvisazione, senza alcun nessun rispetto per i sindaci, facendo piovere sui territori disperati ma anche immigrati economici che nulla hanno a che vedere con la fuga da guerre e carestie – riprende Zaia – il tutto scardinando l’economia turistica, sfregiando il volto dei nostri centri storici già messi a dura prova dalla scarsa sicurezza per i cittadini e dal degrado indotto da masse di disperati che girano senza una meta e facilmente arruolabili dalla malavita, con un dispendio di risorse economiche che avrebbero ben potuto essere destinate a chi ha davvero bisogno. Sì’, perché resto convinto che i veri profughi siano i senza tetto della Riviera del Brenta, i disoccupati, i pensionati sociali e con la minima, i giovani che non riescono a trovare una prima occupazione. Torno a richiamare Renzi ai suoi impegni, presi in sede privata e in sede pubblica: trasferisca immediatamente i clandestini da Eraclea, non inganni gli italiani dicendo che si tratta di profughi quando è noto (pur con i tempi biblici delle commissioni di accertamento) che due sbarcati su tre non hanno nulla a che fare con la fame e con la disperazione ma sono semplicemente braccia che chiedono occupazione o vogliono vivere di espedienti in un territorio dove si contano già 170 mila disoccupati, di cui 40 mila fra gli immigrati regolari. Lo ripeto a Renzi e Alfano affinché se lo ficchino bene in testa: il Veneto ha già dato”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Profughi, sopralluogo dell'Ulss10: "Sono troppi, bisogna smistarli"

VeneziaToday è in caricamento