Profughi trasferiti dalla palestra di Portogruaro: "Alfano, soluzioni"

Mercoledì direttivo Anci a Roma. La vicepresidente Pavanello: "Serve chiarezza dal Viminale". Intanto bisogna trovare 20mila posti letto in più

Sono giorni in cui la questione profughi a livello locale è nazionale è destinata a tenere banco. Perché ci sono decisioni da prendere, e non facili. Anche alla luce del fatto che il ministero degli Interni martedì ha inviato una circolare alle varie prefetture annunciando che servirà trovare e alla svelta 20mila posti per ospitare ulteriori migranti. Gli sbarchi in Sicilia non si fermano, dunque l'emergenza a livello organizzativo rimane. A Roma come in Veneto, dove la questione negli ultimi giorni è molto dibattuta dalla politica. 

Dove trovare ulteriori posti dove far alloggiare i profughi? Intanto lunedì sera i 54 migranti che si trovavano ormai da diverse settimane nella palestra dell'istituto Luzzatto di Portogruaro sono stati trasferiti: tra poco inizia l'anno scolastico, dunque serviva evitare commistioni. I migranti avrebbero dovuto lasciare la struttura verso Ferragosto, ma sono stati trasferiti in altri Comuni della città metropolitana solo ora per la mancanza di alternative percorribili. Questa è una vicenda emblematica delle difficoltà con cui gioco forza devono muoversi gli uomini della prefettura di Venezia per sbrogliare una matassa piuttosto ingarbugliata. Anche perché i sindaci veneti in questo momento non si trovano di certo su un fronte unitario: al vaglio c'è un protocollo d'intesa sull'accoglienza diffusa, che dovrebbe indicare quote precise. Un profugo ogni mille abitanti circa. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"Ma queste quote ancora non si sa quanto precise siano - spiega Maria Rosa Pavanello, sindaca di Mirano e vicepresidente nazionale dell'Anci - mercoledì saremo a Roma per un'assemblea nazionale. Ma chi dovrebbe ascoltare è il ministero dell'Interno, cui chiediamo chiarezza. C'è un 'caso veneto', in cui non ci sono posizioni condivise e su cui il titolare del Dicastero Angelino Alfano (con cui dovrebbe esserci un faccia a faccia, ndr) dovrebbe concentrare l'attenzione. Serve prendere atto della situazione e trovare una soluzione, lo chiediamo da luglio. Nel 2011 i prefetti, visto che era stato decretato lo stato d'emergenza, avevano poteri molto più forti di adesso. Serve anche sveltire le pratiche per capire chi è profugo e chi no. Per noi comunque la strada deve essere quella dell'accoglienza diffusa, ma siamo fermi, non ci sono nuovi spazi, a meno che non arrivino disponibilità da parte delle parrocchie".
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Nuova ordinanza in Veneto: la mascherina non sarà più sempre obbligatoria

  • Dagli scavi in A4 è emersa un’imponente struttura di epoca romana

  • Bacaro chiuso 5 giorni per violazione delle norme anti-Covid

  • Incendio ad un'azienda agricola in Riviera

  • Dal primo giugno tutto il personale Actv torna in servizio

  • Casa del sesso in centro a Mestre: arrestata una donna

Torna su
VeneziaToday è in caricamento