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Altri profughi in arrivo, ma l'allarme sui posti letto sembra rientrare. Zaia: "Stop accoglienza selvaggia"

Nei prossimi giorni, forse giovedì, altri 60 migranti rimarranno nel Veneziano. Il prefetto: "Non servirà requisire spazi pubblici"

Nessuna requisizione di immobili comunali, almeno per ora. Dopo la "minaccia" proferita martedì dal prefetto Domenico Cuttaia, che chiedeva di trovare una soluzione all'emergenza profughi in provincia di Venezia anche attraverso una collaborazione dei privati (ossia degli albergatori), per ora il sistema sembrerebbe tenere botta. Almeno stando a una nota di Ca' Corner che come di consueto annuncia l'ennesimo arrivo di profughi provenienti dalle coste siciliane.

Stavolta c'è la postilla: "Per quanto riguarda il territorio della Provincia di Venezia, grazie anche alla fattiva disponibilità delle organizzazioni del privato sociale, sono state reperite ulteriori sistemazioni alloggiative, in ordine alle quali sono stati anche informati i sindaci interessati". Tradotto: in extremis i posti letto per ospitare i sessanta migranti che nei prossimi giorni, con ogni probabilità giovedì, arriveranno in terra lagunare sono stati trovati. Ma il problema rimane, visto che l'ondata di sbarchi non accenna ad attenuarsi. In ogni caso la requisizione di spazi comunali, come le palestre, sembrerebbe scongiurata. Allo stato delle cose. In tutto arriveranno nei prossimi giorni 320 profughi, che poi verranno smistati nelle varie province venete. In sessanta, come detto, rimarranno qui. Distribuiti a macchia di leopardo dove si sono trovati spazi idonei.

Ma da più parti si levano opinioni contrarie: il sindacato di polizia Coisp, infatti, chiede maggiore tutela per gli agenti. Alle prese in alcuni casi con problemi di tipo sanitario come la scabbia. Alza la voce anche il presidente del Veneto Luca Zaia, secondo cui "non esiste che il Governo o i suoi rappresentanti sul territorio ci comunichino a mezzo stampa che per ospitare i migranti di Mare Nostrum verranno requisiti degli edifici pubblici. E' ora di smetterla con questa vergognosa ipocrisia dell'ospitalità selvaggia, che ha mosso già 150.000 disperati, facendo loro balenare un mondo di agi e bengodi che non esiste".

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