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In arrivo 205 migranti, per renderli "attivi" si punta sul volontariato

Tavolo di Coordinamento regionale mercoledì in prefettura. Il Governo incoraggia a non rendere passiva la loro presenza. Mancano gli spazi

Nei prossimi giorni arriveranno nel Veneziano 205 migranti. A scaglioni, com'è accaduto fino adesso. Ma con una differenza sostanziale: gli spazi sono pressoché finiti, come sottolineato dal prefetto Domenico Cuttaia nella lettera inviata a tutti i sindaci lagunari per avvisare della decisione del ministero dell'Interno. Non che prima la situazione fosse più agevole per i rappresentanti del territorio.

Per cercare di mettere a punto in breve tempo la macchina regionale dell'ospitalità (in Veneto arriveranno in totale 913 profughi), mercoledì è stato indetto un tavolo di Coordinamento regionale a Ca' Corner, sede della prefettura di Venezia. Da Cuttaia, e non poteva essere altrimenti, è stato rinnovato l'invito non solo a sindaci e rappresentanti del territorio, ma anche ai privati affinché si trovino altri soggetti pronti a dare una mano, sottolineando come per ogni profugo lo Stato paghi 35 euro al giorno di pernottamento.

Ma c'è un altro problema che spesso ha fatto capolino tra commenti e cronache: la necessità di rendere "attiva" l'ospitalità che il territorio sta offrendo ai profughi. Tradotto: d'ora in poi il Governo incoraggia la stipula di protocolli d'intesa da parte di enti locali, anche consorziati, per far sì che gli ospitati abbiano la possibilità di prestare la loro opera in attività di volontariato. I Comuni, dunque, potenzialmente potrebbero rendere "risorsa" queste presenze. Naturalmente su base volontaria e senza che dietro ci sia alcun fine di lucro. Ma per fare ciò servono assicurazioni adatte (che lo Stato non ha alcuna intenzione di accollarsi) e una formazione all'altezza.

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