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Risorse e progetti futuri a Venezia, via al Piano gestione Unesco

Presentate le linee programmatiche su cui intervenire per salvaguardare il patrimonio della città lagunare iscritta 25 anni fa nei beni dell'umanità

Si è consolidato oggi, nelle aule universitarie, il rapporto tra Venezia e l’Unesco: iniziato nel 1968, è stato rafforzato, 25 anni fa, con l’iscrizione della città lagunare tra i siti culturali patrimonio dell’umanità, e si è rinnovato oggi, con la presentazione del Piano di gestione del sito Unesco “Venezia e la sua laguna”.

Un Piano di gestione nel quale emerge chiaramente che Venezia non si può mai leggere soltanto come città, ma come un complesso di insediamenti in relazione fra loro, parti inscindibili di questo straordinario sistema che è, appunto, la Laguna di Venezia”. Così, il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, intervenuto alla presentazione. “E’ un Piano che contiene la prospettiva di azioni per il mantenimento del valore di questo sito, ma un valore dinamico. Venezia e la sua Laguna sono un sito vivo che deve essere conservato per le sue caratteristiche, ma in una prospettiva di sviluppo. Se un corpo vivo non ha prospettive di sviluppo, fatalmente muore. Quindi l’obiettivo di questo Piano non è quello di conservare in maniera statica il patrimonio, ma di prevedere delle azioni che guardino alla civitas più che alla urbs, all’insieme degli insediamenti umani e alla popolazione che ha creato questo sito, per mantenere quei valori che hanno determinato il suo inserimento nella tutela Unesco”.

Un lavoro concertato, quello del Piano, portato avanti con convinzione dai vari enti: Comune, Provincia, Autorità portuale, Soprintendenza, tra gli altri, che individua le risorse per lo sviluppo sostenibile del sito e le principali criticità da affrontare nei prossimi anni, affinché siano mantenute nel territorio lagunare le caratteristiche di unicità che ne hanno permesso l’inserimento nella lista del patrimonio mondiale Unesco fin dal 1987. “Il Piano – ha ricordato l’assessore comunale all’Urbanistica, Ezio Micelli – evidenzia la necessità di pensare i temi della salvaguardia di Venezia non già ristretti nei confini comunali, ma inglobando i perimetri dei vari municipi e delle varie competenze degli enti, in uno sforzo di convergenza verso una piattaforma di valori e di azioni che ci permettono di guidare lo sviluppo futuro del sito”.

Micelli ha ricordato che in tal senso va anche la costituzione della Città Metropolitana, vista a volte come “elemento di matrice tecnocratica, estraneo all’utilità e alla sensibilità dei nostri concittadini”, ma in realtà necessaria per processi così delicati come quello della salvaguardia e della conservazione della laguna di Venezia e del suo patrimonio storico, architettonico ed ambientale. “Questo lavoro – ha continuato l’assessore – indica azioni, intenzioni, progetti che qualificano, non più in termini vincolistici, ma propositivi le trasformazioni di questo ambito straordinario del nostro territorio”.

Micelli ha concluso il suo intervento evidenziando come il percorso di modernizzazione non passi necessariamente per grandi opere ad alto impatto, quanto piuttosto per l’ammodernamento di quelle già esistenti, con efficacia e fattibilità tecnico-economica decisamente superiori. Un percorso sicuramente non facile, che potrebbe portare anche a delle diversità di pensiero. “Questo Piano di Gestione – ha concluso – ha, tra le altre cose, anche il grande merito di aver identificato comunque valori condivisi di base, sui quali, anche se saremo divisi, sapremo identificare un orizzonte comune per il futuro di questa città”.

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