Ecco il progetto che protegge San Marco dall'acqua: alla fine non si vedrà (quasi) nulla

È stato approntato da Kostruttiva, Mate e Thetis, e prevede un elaborato intreccio di interventi di vario tipo. Molto lavoro va fatto sotto terra. Ora servono i pareri del provveditorato e della soprintendenza. Costo 30 milioni, due anni per far partire gli impianti

È difficile capire intuitivamente come un progetto che punta a togliere l'acqua da piazza San Marco possa essere quasi invisibile, con un impatto vicino allo zero. È un'impresa fatta di una miriade di interventi minuziosi, mirati, precisi, come in un'operazione chirurgica, che renderà l'area marciana impermeabile alle maree fino a 110 centimetri sul livello del medio mare: ristrutturazione dei cunicoli sotterranei, rialzi, valvole e piccole paratoie, pompe, allacci fognari. Il progetto - realizzato dalle imprese Kostruttiva, Mate engineering e Thetis, affiancate dall'università di Padova e da Iuav - è stato presentato oggi alla cittadinanza e nel frattempo (in data 15 gennaio) è già stato consegnato al committente, il Consorzio Venezia nuova. «Il Cvn - ha detto Devis Rizzo, presidente di Kostruttiva - farà le proprie valutazioni e quindi il progetto andrà al vaglio degli enti preposti: il provveditorato alle opere pubbliche e la soprintendenza, che dovrà dare il proprio parere. Il costo dei lavori è di circa 30 milioni di euro, mentre i tempi dipendono dai vari passaggi, ma calcoliamo circa due anni a partire dall'approvazione».

«Trova le differenze»

«Le soluzioni pensate fino a oggi erano troppo impattanti - ha ricordato Raffaele Gerometta, presidente di Mate -. Questo progetto, nato su impulso del provveditorato, ha abbandonato questo tipo di approccio e ne ha adottato uno più graduale e compatibile. La quota di protezione è di 110 centimetri, quindi ovviamente l'opera è complementare al funzionamento del Mose». Gli interventi, come detto, sono di varia natura: «Rialzo in corrispondenza della biblioteca marciana, chiusura controllata delle connessioni, chiusura definitiva interconnessioni non più funzionali, interventi sui cunicoli, rialzo e presidio delle porte d'acqua, sostituzione del frangi onde, dispositivi provvisionali a scomparsa lungo la riva, piccole pedane in legno con un sistema di barriere per portare il bordo a una quota adeguata, rialzo della pavimentazione di alcune calli. Sono tutti interventi per raggiungere un doppio obiettivo: togliere l'acqua dalla piazza, ma anche di lasciare l'area come l'abbiamo trovata. Tra "prima" e "dopo" sarà come il gioco: trova le differenze».

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Lavori sotterranei e schedatura dei masegni

C'è da fare, in particolare, un grosso lavoro sotterraneo, perché uno dei passaggi più importanti e delicati riguarda i cunicoli che si trovano al di sotto della piazza. È da lì che, quando la marea sale, l'acqua filtra e fuoriesce, allagando la superficie. I cunicoli (in mattoni, alcuni con copertura a volta) andranno scoperchiati, restaurati, impermeabilizzati e ricostruiti esattamente com'erano. E questo processo comprende una impressionante "schedatura" dei masegni della piazza che dovranno essere tolti per fare i lavori, circa 9-10mila: «Viene impiegata una tecnologia che si chiama historical building information modelling - è stato detto - che crea modelli 3D della pavimentazione: in questo modo le lastre di pietra potranno essere rimosse e poi riposizionate esattamente dov'erano, senza cambiare nulla rispetto alla situazione originale. Avremo una classificazione e una scheda per ogni masegno mosso, ricordiamo che non ce n'è uno uguale a un altro».

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Un cunicolo con copertura a volta

Cronoprogramma

«L'obiettivo è rendere attivo l'impianto prima possibile - ha detto l'ingegner Lino Pollastri di Mate engineering -. Si procederà con ordine, a partire dall'impianto di sollevamento e dal restauro dei primi collegamenti, il riordino dei sottoservizi tra calle della Canonica e calle larga San Marco con separazione della rete bianca/nera, più le valvole di intercettazione. A partire dall'approvazione, in due anni l'impianto potrà essere utilizzato. I cantieri vanno messi in opera a piccoli lotti, in modo progressivo, e il cronoprogramma andrà concordato con tutti i soggetti interessati: commercianti, Comune, soprintendenza, provveditorato. Poi ci sarà bisogno di un inverno per la taratura».

Paratoie e porte d'acqua

Gli interventi più visibili saranno quelli a protezione del bordo, comunque temporanei e rimovibili: delle paratoie (ad azionamento manuale) alte 40 centimetri di fronte alla biblioteca marciana e alla colonna di San Todaro, in acciaio e legno, poste sui pontili e vincolate, che si chiudono come delle porte. Potrebbero restare aperte d'estate, chiuse nella stagione invernale. E poi delle pedane in legno, simili a panchine nell'aspetto, da collocare sempre al molo e in grado di difendere l'area da fenomeni di tracimazione causati da forte vento (proteggono fino a 160 centimetri). Sarà rifatto il frangi onde già esistente al molo, antistante le gondole. Il progetto, poi, prevede la calibratura e l'adeguamento della pavimentazione nella parte perimetrale della piazza, appena 100 metri quadri in totale che però servono per garantire una quota di salvaguardia a 112 centimetri: si trovano in fondamenta del bacino Orseolo, sotoportego del Cavalletto, calle degli Spechieri, Mercerie dell'Orologio, calle della Canonica, molo fronte angolo sud della Marciana; un sistema di presidio delle porte d'acqua dei singoli palazzi; e la protezione del bordo all'angolo del Palazzo Ducale, in corrispondenza del ponte della Paglia: anche qui un sistema modulare e rimovibile, in acciaio e rivestito, a contrasto tra muro e pilastri.

Cunicoli, acqua piovana, rete fognaria, pompe

Ci sono poi le chiusure permanenti della rete interna e, come detto, il risanamento dei cunicoli: rimozione della pavimentazione, scavo a mano, predisposizione di tubazioni per sottoservizi, sollevamento dello stelere o smontaggio della volta in mattoni, pulizia del cunicolo, restauro e impermeabilizzazione, realizzazione di una trincea di drenaggio, rimpimento degli scavi con materiale sabbioso e ricostruzione della volta, posa del sottofondo della pavimentazione in materiale sabbioso e ripristino della pavimentazione. La filosofia è quella del ricostruire tutto «com'era, dov'era». Quindi gli interventi di realizzazione di nuove condotte in pvc, ovvero allacci fognari per il collettamento delle acque nere che vanno portate all'esterno della piazza. Poi gli interventi sulla rete esterna: sistemi semplici di valvole a chiusura motorizzata (paratia a saracinesca e valvola di intercettazione a farfalla). E infine la gestione delle acque meteoriche (le piogge), garantita da un impianto di sollevamento collocato al di sotto del molo del provveditorato, dotato di 7 pompe con capacità massima di 700 litri al secondo.

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Vista la sua natura poco impattante, il progetto sembra mettere d'accordo anche alcuni rappresentanti di associazioni e cittadini che sono da sempre avversi al vecchio progetto (quello che prevedeva una membrana sotto tutta la piazza) e, in tempi più recenti, anche all'ipotesi delle paratoie in vetro formulata per proteggere la basilica di San Marco. Tra questi Lidia Fersuoch di Italia Nostra e il professor Stefano Boato, che si sono detti «soddisfatti» al termine della presentazione.

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