Cronaca Castello / Fondamenta Arsenale

Nuova vita per l'Arsenale, Orsoni: "Serve un ponte mobile per unificarlo"

Stamattina sono stati presentati i termini dell'accordo che trasferisce gran parte dell'area nelle mani del Comune. Il sindaco: "Spero ci vengano i cittadini per portare le loro attività"

Ora che l'accordo è stato raggiunto, resta da decidere come valorizzare l'Arsenale di Venezia, tornato in mano per la sua maggior parte al Comune. Diverso il discorso per gli spazi acquei, che continueranno a essere appannaggio della Marina Militare. Uno dei progetti più importanti che caratterizzano quella che negli intenti di Ca' Farsetti dovrebbe essere una "rinascita" dell'area è il ponte mobile tra la fondamenta della Novissima e l'area delle Gaggiandre. Realizzandolo si conferirebbe unità all'area, attualmente disgiunta nelle sue parti sud, nord, militare e demaniale. Tempi di realizzazione un anno. Si tratta di un'ipotesi solo ventilata nei mesi scorsi, il cui progetto esecutivo, che ha già il benestare della Marina e l'ok della Soprintendenza, è stato ufficializzato dall'architetto Ambra Dina ("e potrebbe essere quindi realizzato: basta trovare i soldini", ha commentato il sindaco Orsoni). Costo dell'operazione 1.900.000 euro.

LE CARTE: COSA PREVEDE L'INTESA

Stamattina è stato presentato l'accordo sottoscritto nei giorni scorsi per la definizione delle aree trasferite in proprietà al Comune di Venezia. Nello specifico, su una superficie complessiva di 478.000 metri quadri (3.800 metri di perimetro esterno), il Comune ha ora la proprietà di 257.000 metri quadri, pari al 53% della superficie complessiva e al 71% della superficie terrestre (36 ettari totali, poco più di 15 dei quali coperti). La superficie acquea, di 108.533 metri quadri (pari al 23% del complesso e comprendente darsena grande, darsena vecchia e darsena delle Galeazze) resterà invece in proprietà dello Stato, in uso al Ministero della Difesa, anche se il sindaco ha spiegato che "la grande collaborazione con la Marina ci fa pensare che raggiungeremo accordi per rendere possibile, pur salvaguardando l'utilizzo da parte della Marina, anche la fruzione pubblica".

"Per come è stato delineato, l'assetto dell'area - ha commentato il sindaco - mi pare che sia ben compiuto e ha messo a disposizione della città una parte importante dell'Arsenale, nella quale ora si tratterà solo di distribuire le funzioni. Tutta l'operazione è stata condotta con grande spirito di collaborazione da tutti i soggetti coinvolti, pur trattandosi di un'operazione anomala per tanti aspetti: per le procedure amministrative lineari e semplici, che sono state applicate per la prima volta, ma anche per gli aspetti più strettamente storico-istituzionali, che riguardano in particolare la Marina, che siamo fieri resti a Venezia, negli spazi che già occupava e che pensa di valorizzare ulteriormente in prospettiva, in quanto valore importante per la nostra città".

"L'amico Orsoni - ha risposto il contrammiraglio Maurizio Ertreo - ha ben chiaro lo sforzo fatto almeno negli ultimi quindici anni per trovare una soluzione condivisa e corretta per l'Arsenale, qualcosa che avesse veramente significato per il futuro della Marina a Venezia, ma non solo. Perché non si tratta di un ritorno del bene alla città, visto che l'Arsenale é sempre appartenuto allo Stato, ma un passaggio che avviene per la prima volta ed è in tal senso che vanno fatti i complimenti al sindaco per un momento storico".

"Effettivamente - ha spiegato il direttore dell'Agenzia del Demanio per il Veneto, Pier Giorgio Allegroni - è servita una norma ad hoc per trasferire l'Arsenale al Comune ed è stata così premiata la tenacia del sindaco. Qui si chiude un percorso, e ne abbiamo tanti altri in piedi con il Comune, ma, relativamente a questo complesso, si apre una seconda fase, più interessante e gratificante per il Comune, che, dal 6 febbraio, può gestire e programmare in modo autonomo lo sviluppo dell'Arsenale".

L'accesso all'Arsenale dalla zona delle casermette verrà garantito, com'é ora, attraverso la tesa 105, mentre, dal lato sud, avverrà tutto l'anno attraverso la porta Duca degli Abruzzi, ora utilizzata dalla Biennale, con cui, come ha spiegato Orsoni, andrà "trovato il modo più adatto per garantire l'accessibilità a tutti, in una gestione che si presenta, come ai Giardini, molto delicata. Il mio augurio - ha concluso il sindaco - e ciò che mi aspetto per l'Arsenale è che adesso possano entrarci i cittadini, per metterci ulteriori attività, e soprattutto che ci venga la gente, perché deve essere luogo d'incontro, dove tutti possano respirare l'importanza di questi muri e di queste pietre per la città". (Ansa)

LE CARTE: COSA PREVEDE L'INTESA

ARSENALE AL COMUNE, LE DICHIARAZIONI DI ORSONI

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