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Il ponte dedicato a Valeria Solesin sarà il primo sollevabile della città di Venezia

Ufficializzato l'accordo tra Comune ed Enel: il ponte delle Vacche collegherà il polo di San Giobbe con la stazione. Sarà mobile per garantire l'accesso a una centralina cruciale

Il Ponte delle Vacche a San Giobbe, intitolato alla memoria di Valeria Solesin, la studentessa 28enne uccisa dai terroristi a Parigi, sarà il primo "sollevabile" della città. Mercoledì pomeriggio è stato infatti ufficializzato l'accordo tra Comune ed Enel Distribuzione Triveneto: in caso di bisogno, infatti, sarà possibile sollevare il ponte per far transitare i mezzi acquei di Enel. A San Giobbe è situata una centralina cruciale per la distribuzione dell'energia in città: con il ponte sarebbe diventata praticamente iraggiungibile via acqua.

L’assessore comunale ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto ha spiegato l’importanza della struttura, che collegherà il polo economico di Ca' Foscari con l’area della stazione ferroviaria. L’intervento sarà realizzato in modo da consentire il sollevamento di quasi un metro e mezzo dell’intera struttura con mezzi idraulici rimovibili. ll progetto definitivo del ponte è stato approvato alla fine del 2015 e i lavori inizieranno in estate: sarà realizzato in materiale metallico, avrà una lunghezza di circa 30 metri e una contenuta pendenza delle rampe (al 5%) che lo renderanno completamente accessibile.

Grazie a questo accordo, raggiunto con la collaborazione della Prefettura di Venezia in relazione alle esigenze di protezione civile del territorio, si potrà garantire la piena operatività, con trasporto di mezzi e apparecchiature imponenti, della cabina primaria Enel di San Giobbe, uno degli snodi strategici della rete di distribuzione dell’energia elettrica della città.

Il ponte originario, realizzato a fine Ottocento, prese il nome dalla sua funzione specifica: collegava infatti la stazione ferroviaria al macello allora presente a San Giobbe. “La cabina primaria di San Giobbe rappresenta un punto nevralgico – ha sottolineato Luciano Cardin, responsabile Esercizio Rete di Enel Distribuzione Triveneto – perché è collegato alla rete di alta tensione da cui riceve l’energia elettrica che viene poi smistata sul territorio attraverso numerose linee di media e bassa tensione in tutta la città. Dovevamo dunque assicurare una piena accessibilità all’impianto anche in condizioni di emergenza o di interventi straordinari di apparecchiature di dimensioni e peso notevoli, anche di svariate tonnellate. Nel Comune di Venezia abbiamo trovato un interlocutore attento e consapevole – ha aggiunto Cardin – con il quale abbiamo individuato una soluzione ingegnosa quanto semplice che non altera il progetto originario nel pieno rispetto dei vincoli specifici della città".

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