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Ecco come sarà il ponte dedicato a Valeria Solesin, Venezia non dimentica

Consegnati i progetti per la costruzione della struttura che collegherà la stazione a San Giobbe. Sarà attraversato da migliaia di universitari com'era la 28enne uccisa al Bataclan

Sono stati consegnati giovedì i lavori per la realizzazione del nuovo ponte intitolato a Valeria Solesin, la giovane ricercatrice veneziana uccisa nell’attentato al teatro Bataclan di Parigi il 13 novembre scorso. I lavori sono stati affidati alla A.T.I Sicop Costruzioni s.r.l. - Renzo Rossi Costruzioni s.r.l. - Costruzioni Generali Xodo s.r.l., aggiudicataria dell'appalto. L'importo complessivo dei lavori, la cui conclusione è prevista per il 20 febbraio 2017, è di 768.790,49 euro.

“Il nuovo ponte – ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici, Francesca Zaccariotto - è inserito in un contesto di forte trasformazione urbana e costituisce il perno fondamentale per l’accessibilità all’area e più in generale per il collegamento urbano da Piazzale Roma e stazione Santa Lucia. Grazie al nuovo ponte si potrà raggiungere a piedi il terminal di San Giobbe evitando i giri tortuosi che ora è necessario compiere per raggiungere l'area universitaria dalla Stazione”.

Il nuovo ponte sorgerà in sostituzione di quello preesistente, costruito alla fine del XIX secolo per trasferire direttamente al Macello il bestiame in arrivo con i carri ferroviari. Già nel 1870, per agevolare il trasporto degli animali, era stato realizzato un ponte mobile per collegare la ferrovia con calle della Cereria e il Macello. A partire dal 1886, ci furono molte rimostranze da parte degli abitanti di San Giobbe per il passaggio delle bestie per calle Biscotella e il campo delle Chiovere. Così, nel 1893, abbattuto il ponte in legno, venne costruito un nuovo ponte in ferro lungo 28 metri e largo 4, spostando l’accesso da calle della Cereria al campo dei Luganegheri ed evitando il passaggio degli animali per le vie del quartiere. Con l’abbandono dell’attività produttiva avvenuto nel 1972, il ponte rimase inutilizzato e andò in rovina: venne demolito verso la fine del secolo scorso. Del vecchio ponte rimangono soltanto i due basamenti sul lato stazione Santa Lucia e sul lato San Giobbe.

Le aree del lato San Giobbe, sulle quali insisteranno le rampe e le spalle del nuovo ponte, sono di proprietà dell’amministrazione comunale e sono oggetto di trasformazione edilizia a seguito della convenzione Comune - Università Ca’ Foscari. L’area sull’altro lato è di proprietà Grandi Stazioni spa. e R.F.I, che ne consentirà l’utilizzo e la fruizione come da accordi con il Comune, in modo che dal ponte si possa raggiungere il binario 1.

In futuro, quando sarà realizzato anche il nuovo imbarcadero previsto all'angolo nord-ovest dell'area universitaria con il capolinea del nuovo terminal del trasporto pubblico acqueo a San Giobbe, verranno ridotte contestualmente le linee in transito per il canale di Cannaregio, utilizzando la fermata di Fondamente Nove come interscambio per le destinazioni della Laguna Nord con lo scopo di decongestionare il Canal Grande, potenziando le linee di navigazione esterne alla città, in modo da indirizzare parte dei flussi turistici che giungono a Venezia in treno su questa direttrice.

La struttura del nuovo ponte, lungo 30 metri e largo 3,50, sarà realizzata con una trave reticolare spaziale in acciaio inossidabile ad alta resistenza, caratterizzata dal rapporto altezza massima - luce di 1/20, semplicemente appoggiata sui plinti di fondazione e costruita per assemblaggio di tubi e piatti saldati. Il profilo del ponte sarà quindi definito da elementi tubolari correnti, lievemente calandrati ed uniti da lame distanziatrici con sezioni a doppio T che generano, nel prospetto longitudinale, campi quadrangolari controventati, a due a due, da coppie di tubolari incrociati.

All'interno di questa struttura si svilupperà il camminamento pedonale, che raccorderà le quote differenti delle sponde mediante rampe di pendenza limitata al 5% e quindi comodamente percorribili da ogni utenza. Il camminamento sarà costituito da una lastra di acciaio Cor-Ten, delimitata ai lati da un battipiede e rinforzata, all’intradosso, da lame trasversali. La superficie di calpestio, in lastre di acciaio Cor-Ten sarà dotata di inserti antiscivolo ed integrata da elementi speciali a griglia in acciaio inossidabile per lo scolo delle acque piovane. Il Cor-Ten si integra nel contesto di archeologia industriale in cui è inserito e minimizza i costi di manutenzione, oltre a resistere ad ogni forma di possibile vandalismo.

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