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La chiesa di Santa Maria dei Derelitti

La chiesa di Santa Maria dei Derelitti

Nuova vita per l'Ospedaletto di Venezia, parte la riqualificazione

Il piano prevede la realizzazione di un nuovo "quartiere" che porterà fino alle Fondamente Nuove e che comprenderà alloggi popolari e spazi comuni

Il complesso dell'Ospedaletto di San Giovanni e Paolo a Venezia, di proprietà dell'Ire, sarà nei prossimi anni oggetto di un importante intervento di recupero, che porterà alla valorizzazione dei lotti gotici e alla realizzazione di un vero e proprio nuovo "quartiere", attraverso cui si raggiungeranno direttamente le Fondamente Nuove, con 100 alloggi destinati al social housing, spazi e attrezzature culturali, superfici destinate ad attività commerciali e quasi 5.000 metri quadri di aree verdi aperte al pubblico.

LA PRESENTAZIONE - Il progetto urbanistico, affidato dall'Ente al noto architetto portoghese Gonalo Byrne, è stato presentato martedì dall'ex assessore comunale all'Urbanistica, Ezio Micelli, e dalla presidente dell'Ire, Giovanna Cecconi, con una conferenza stampa tenutasi a Cà Farsetti. "L'interesse per questo piano da parte dell'amministrazione - ha spiegato Micelli - è duplice, perché da un lato prevede la restituzione alla città di una zona attualmente sottoutilizzata, creando nuove relazioni urbane, e dall'altra perché realizzerà 14mila metri quadri di residenza a canone calmierato, in parte restaurando edifici esistenti e in parte costruendone di nuovi. Si tratta di un intervento portato avanti in una logica profondamente sussidiaria, perseguendo una strategia condivisa. L'Ire - ha rilevato ancora Micelli - ha infatti presentato il suo piano all'amministrazione, affinché questa lo faccia diventare un'iniziativa pubblica. Dopo le prime valutazioni, già fatte, il Comune deve ora maturare i contenuti del piano, per giungere alla sua adozione definitiva, da parte della Giunta". Di assoluta importanza, per questo, il fatto che i contenuti del piano siano già stati preliminarmente condivisi con la soprintendenza. "Il recupero dell'Ospedaletto - ha concluso l'ex assessore - si inserisce infine nel consolidamento di tutto il fronte nord della città, a cui l'assessorato ha lavorato intensamente negli ultimi tre anni".

LE COLLABORAZIONI - Da parte sua l'Ire ha cercato non solo la condivisione con l'amministrazione, ma anche il coinvolgimento con lo Iuav, per analizzare l'insula di San Giovanni e Paolo nel suo complesso: é proprio da quest'analisi, portata avanti a partire dal 2009, che è emersa l'idea di collegamento con le Fondamente Nuove, divenuta fulcro del progetto di Byrne. "Il nostro obiettivo - ha ribadito Cecconi - era quello di dare un contributo per contrastare l'esodo del ceto medio dalla città storica". Questo dopo aver preliminarmente provveduto a realizzare e/o recuperare strutture di accoglienza alternative per gli ospiti dell'ex Ospedaletto (Gazzera, San Lorenzo e Zitelle, aperte tra il 2006 e il 2008), aperte e integrate con la città. Proprio in previsione del fatto che l'ultima di queste, le Penitenti a San Giobbe, verrà inaugurata il prossimo ottobre, liberando di fatto l'intero complesso, l'essere giunti nel frattempo alla definizione del piano di recupero risulta di enorme importanza, soprattutto per la ricerca di possibili investitori. Complessivamente l'intervento dovrebbe costare 40milioni di euro.

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