Cyber Security: per la sicurezza dei porti lanciato progetto da 1,3 milioni dall'Ue

Si chiama Secnet e ha l’obiettivo di rafforzare la governance transfrontaliera nella protezione degli scali tramite lo sviluppo di sistemi informatici e di videosorveglianza

Sicurezza sempre più al primo posto nell'agenda dei paesi dell'Unione Europea. L'incontro di giovedì a Trieste ha lanciato il progetto Secnet: un co-finanziamento totale, pari a 1.3 milioni di euro (di cui 250 mila per il solo Porto di Venezia), per il rafforzamento delle competenze degli scali portuali in materia di security, anche tramite lo sviluppo di innovativi sistemi informatici e di videosorveglianza. 

Porti dell’Alto Adriatico in primo piano

Venezia, Trieste e Capodistria coinvolte con l’obiettivo di migliorare la cooperazione transfrontaliera, un tema particolarmente rilevante visto il forte impatto sulla protezione (legata alla forte instabilità geopolitica e i rischi di attentati terroristici) e sulla competitività dei tre porti.

Spesso infatti le misure aggiuntive e non coordinate di security spesso si traducono in una più lenta movimentazione della merce e quindi in una minore attrattività dei porti, a discapito dello sviluppo economico dei territori. Secnet accrescerà le competenza dei porti in questo specifico settore, fornendo competenze tecniche e specialistiche comuni a livello transfrontaliero. Spetterà ai tre porti partner del progetto la sperimentazione un piano d’azione congiunto che mira a potenziare la difesa delle reti informatiche (cyber security) e la difesa delle aree portuali dall’accesso di soggetti non autorizzati. Nel concreto il progetto prevede un check-up completo delle architetture di rete per valutare i possibili rischi, l’adeguamento informatico dei sistemi di controllo per l’accesso in porto ma anche l’acquisto di sistemi di videosorveglianza all’avanguardia.

"Buone pratiche veneziane diffuse in altri porti"

“Recentemente abbiamo accolto a Venezia l’ispezione della Commissione Europea (dipartimento security), l’esito è stato più che positivo tanto che i membri del gruppo ispettivo proporranno a Bruxelles che alcune procedure, già in uso nei terminal del porto di Venezia, vengano adottate come buone pratiche anche da altri scali europei - ha dichiarato il presidente del Porto di Venezia Pino Musolino -. Da questa esperienza abbiamo imparato molto e metteremo la nostra expertise a disposizione prima degli altri porti adriatici e poi di quelli europei. Il progetto Secnet, inoltre, ci darà l’opportunità di implementare nuove tecnologie per essere all’avanguardia anche nell’affrontare possibili cyber attacchi. Assieme agli altri porti sigleremo un protocollo congiunto per l’attuazione della strategia transfrontaliera per la security portuale. Potremo così armonizzare le politiche in questo settore in tutto l’Alto Adriatico, limitare al massimo le lungaggini burocratiche e garantire - al contempo - la massima sicurezza dei nostri porti”.

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