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Il progetto del porto offshore

Il progetto del porto offshore

Il porto guarda al futuro, Costa: "Tutto ruota attorno al terminal offshore"

Il presidente dell'Autorità portuale ha dichiarato che è stato approvato il piano operativo triennale 2013-2015. Tre le astensioni: della Provincia e dei Comuni di Mira e di Venezia

Il comitato portuale di Venezia ha approvato a larga maggioranza, senza voti contrari, la strategia del piano operativo triennale 2013-15. Lo ha riferito il presidente di Apv, Paolo Costa, al termine della riunione tenutasi stamane nella sede dell'Autorità portuale di Venezia di Santa Marta.

Nella votazione, ha spiegato Costa, sono state registrate tre astensioni: quella del rappresentante della Provincia (che ha auspicato un miglior utilizzo della conca di navigazione di Malamocco, connessa con l'utilizzo di San Leonardo a fini non petroliferi, ma per container e rinfuse), quella del rappresentante del Comune di Mira (per verificare la possibilità di uscita da Fusina attraverso Mestre anziché attraverso la strada dei Bivi, oltre a quella di portare le navi a Punta Sabbioni) e quella del Comune di Venezia (per definire meglio le questioni attualmente in ballo con l'Autorità portuale).

"Sugli obiettivi, però - ha sottolineato Costa - ci siamo trovati tutti sostanzialmente d'accordo, essendosi svolta la discussione, come mai in precedenza, in un clima di grandissima collaborazione. Le riserve degli astenuti sono state poste infatti solo per proporre idee potenzialmente più interessanti. C'é infatti la consapevolezza che è un momento in cui, volenti o no, siamo costretti a ripensare l'impianto portuale, che risale al 1919 e mostra quindi tutti i suoi limiti. Va dunque reinventato e ridisegnato, attorno al terminal offshore, sul quale tutti concordano, decidendo le strategie da adottare nell'attesa della sua realizzazione".

Costa ha evidenziato che il porto di Venezia "ha disegnato la sua strategia di lungo periodo fissando finalmente gli obiettivi, perché - ha concluso - sappiamo che questa battaglia sarà finalmente vinta solo quando si riconquisterà l'accessibilità nautica oggi messa in pericolo. In questa strategia, abbiamo così individuato le azioni per sopravvivere dal punto di vista strutturale: completare il terminal delle Autostrade del mare a Fusina entro la fine di quest'anno o l'inizio del prossimo, spostare il punto franco dentro Marghera, lavorare sul cosiddetto 'porto lungo' attraverso l'accordo con le Dogane per consentire lo sdoganamento a Padova, Verona e Mantova".(Ansa)

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