Il pronto soccorso di Jesolo diventa punto di primo intervento avanzato

Il dg Bramezza ha spiegato che non cambierà nulla, il servizio per l'utenza rimarrà invariato

Da oggi il pronto soccorso di Jesolo è classificato come punto di primo intervento avanzato. Rispetto al servizio precedente per l’utenza la variazione è minima: il numero del personale medico sarà lo stesso di sempre, con la presenza di 2 medici di giorno e due la notte; anche la presenza delle ambulanze è confermata con un mezzo attivo nel periodo invernale e due nel periodo estivo. Confermato anche il potenziamento del personale e dell’attività nel periodo estivo. I dettagli sono stati spiegati questa mattina, nel corso di una conferenza stampa a Jesolo, alla presenza del direttore generale dell'Ulss 4 Carlo Bramezza.

La novità riguarda l’eventuale trasporto dei pazienti con patologie non gestibili al Ppi di Jesolo verso altre strutture ospedaliere come da indicazioni del Suem, in prevalenza all’ospedale di San Donà di Piave. «Avevamo chiesto in passato una diversa classificazione del pronto soccorso di Jesolo per adeguarla alla sua reale funzione, la conversione dell’ospedale in Covid-hospital la conversione si è velocizzata, a garanzia della salute degli utenti. - ha spiegato Bramezza - E se ancora non si fosse capito questa conversione non determina variazioni del servizio all’utenza dato che già dal 2013, con l’allora nuovo assetto dell’ospedale, questa unità operativa di emergenza funzionava con le modalità attuali».

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«Questa organizzazione non cambia per la popolazione - ha ribadito il direttore dei pronto soccorso di San Donà e Jesolo, Mattia Quarta - in quanto il compito del personale del Suem è trasportare il paziente nel luogo giusto nel tempo giusto per curarlo e salvargli la vita. Il riferimento dell’ospedale di San Donà per il flusso delle ambulanze, se non dirette in altri ospedali, è volto a garantire la minor possibile esposizione biologica al paziente».

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