Afflusso eccezionale di pazienti al pronto soccorso: così si è iniziato l'anno all'Ulss4

«C’è una marcata tendenza a bypassare la medicina del territorio, caricando di lavoro strutture che dovrebbero essere rivolte a pazienti con condizioni cliniche gravi»

Foto: pronto soccorso Portogruaro, archivio

Il 2019 è iniziato con un super afflusso di pazienti nei pronto soccorso dell'Ulss4. A gennaio e febbraio un incremento di 703 accessi solo a San Donà, nel Veneto orientale (anno 2018) effettuati 464 accessi ogni 1000 abitanti nelle strutture di emergenza-urgenza. È un aumento vertiginoso, complessivamente del 10%, quello registrato. 

Trend in aumento

Lo attesta il rilevamento dell’attività effettuato questi giorni, il quale evidenzia un trend di afflusso in costante aumento. Al pronto soccorso di Portogruaro l’incremento nei primi due mesi dell’anno (rispetto allo stesso periodo del 2018) è stato di 373 accessi, al pronto soccorso di Jesolo è stato di 181 accessi, mentre il pronto soccorso di San Donà ha raggiunto il picco più elevato di sempre con un aumento di 703 accessi.

Codici bianchi

«Stanno aumentando in particolare gli accessi di bassa priorità – spiega il dottor Mattia Quarta, direttore dei pronto soccorso di San Donà e Jesolo -. All’ospedale di San Donà, ad esempio, i codici bianchi sono passati dal 59% nel 2018 al 64.8% nel 2019. Mentre rimangono stabili al 25% il numero dei codici gialli e rossi. Di questi una quota consistente sono ultra ottantenni che richiedono un grande carico assistenziale e quindi necessitano di cure e assistenza importanti, indipendentemente dalle acuzie che li porta in pronto soccorso».

Medico di base

La maggior parte degli accessi sono dunque avvenuti in codice bianco. Più nel dettaglio è aumentato sia il numero degli anziani ultraottantenni e, parallelamente, anche il numero degli utenti sotto i 50 anni che si sono rivolti al pronto soccorso per chiedere cure relative a sindromi da raffreddamento (bronchite, tosse, mal di gola), adeguamento di terapie croniche e per sintomi minori protratti nel tempo senza essersi prima rivolti al medico di famiglia. Ciò significa che nella popolazione del Veneto orientale c’è una marcata tendenza a rivolgersi al pronto soccorso anziché alla medicina del territorio, caricando di lavoro strutture che dovrebbero essere invece rivolte a pazienti con condizioni cliniche gravi. Si raccomanda ai cittadini di utilizzare bene i servizi sanitari a loro disposizione, rivolgendosi con fiducia al proprio medico curante.

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