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Prostitute massacrate a coltellate a Marghera dal protettore per i soldi

G.A.K., 30enne di nazionalità bulgara, dal tardo pomeriggio di martedì è sottoposto a fermo per duplice tentato omicidio. Sarebbe stato lui a colpire con più fendenti le due donne

Sarebbe stata una questione di soldi. Di soldi "sporchi". Quelli che ogni notte le due prostitute massacrate a coltellate martedì mattina in un appartamento di via Fratelli Bandiera erano costrette a guadagnare per consegnarli a G.A.K., 30enne di nazionalità bulgara. Il loro protettore residente a Marghera. Sposato, anche se allo stesso tempo sarebbe stato fidanzato con una delle vittime dell'aggressione, loro connazionali. Le due donne, una di 28 anni, la più grave, e l'altra di 34, sono state prese a coltellate nell'abitazione che condividevano con altre coinquiline dopo essere tornate dal marciapiede. Un'altra notte all'aperto, un'altra notte a vendere il proprio corpo.

Qualcosa, però, quando arriva G.A.K. va storto. Verso le 4.20 iniziano a litigare. Le urla si sentono in tutto il palazzo. Poi spunta il coltello da cucina, con cui G.A.K. colpisce ripetutamente la 28enne con quattro fendenti al torace, che le causano una emorragia interna, poi si gira e taglia la gola all'altra interlocutrice e la colpisce due volte alla schiena. La sorella di una delle aggredite, che risiede nello stesso edificio, arriva a controllare. Aveva riconosciuto le voci dell'amica e della parente e trova le due in un lago di sangue. La 28enne sembra morta, inerte.

La 34enne chiede aiuto. Di più. Sorprenderebbe l'aggressore mentre scende le scale in tutta fretta e lancia l'allarme al 118 e alla polizia, i cui agenti della squadra mobile, coordinati dal dirigente Marco Odorisio, lanciano una nota di ricerca nei confronti di una bmw rossa e nera. L'auto con cui l'uomo se n'è andato a tutta velocità. Mistero sui motivi della lite. Fatto sta che l'uomo viene rintracciato dai carabinieri della compagnia di Mestre mentre ha appena raggiunto l'abitazione che condivide con la moglie. Fuori la stessa Bmw descritta nella nota.

Entrano e lo portano subito in questura, dove rimane per gran parte della giornata. In silenzio. Senza dire una parola. Al termine degli accertamenti, visti gli indizi concordanti nei suoi confronti, il 30enne viene sottoposto a fermo indiziario di delitto per duplice tentato omicidio.

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