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Giovani costrette a vendersi per strada, picchiate e abusate: 2 arresti

La squadra mobile ha disarticolato un sodalizio romeno-albanese senza scrupoli che si occupava di reclutare giovani "disperate" in Romania per farle prostituire con la violenza nel Veneziano

Non avevano nessuna pietà. Per loro quelle giovani donne erano solo carne con cui fare dei soldi. Tanti soldi. Poi, qualche volta, anche per togliersi l'appetito sessuale. Un uomo di nazionalità albanese (E.S., 24 anni, trovato in appartamento di Piazza Vecchia a Mira) e uno di nazionalità romena (M.A., 24 anni, bloccato nella sua casa a Dolo). sono stati arrestati all'alba dalla squadra mobile di Venezia. Una terza persona, connazionale della seconda, è ricercata nel suo paese natale. Si occupava di "reclutare" nuove giovani da mandare in Italia. Si tratta dei capi di un sodalizio transnazionale attivo nello sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di ragazze. Nell'appartamento nel centro di Mira la polizia ha trovato anche due ragazze da poco rientrate dalla strada

I tre erano riusciti a far valere la propria legge con la violenza, affermando così il proprio predominio nella zona di via Fratelli Bandiera a Marghera e sulla strada statale Noalese a Santa Maria di Sala. Le indagini, infatti, sono partite lo scorso marzo, quando in due circostanze, delle ragazze bulgare erano state prese e selvaggiamente picchiate alla testa da due uomini, che avevano poi ordinato di lasciare quelle postazioni: erano di loro proprietà. Le due malcapitate il giorno seguente hanno formulato una denuncia in questura, da cui gli inquirenti sono partiti per far luce su tutta la vicenda.

 

Una battaglia, quella per il controllo del territorio, che si combatte senza esclusione di colpi. Emblematico al riguardo l’episodio avvenuto il 9 maggio scorso sulla Noalese, quando nella notte una decina di ragazze nigeriane armate di bastoni aveva affrontato le giovani romene messe in strada a prostituirsi nella loro zona dalla cellula balcanica: ne scaturì una violenta rissa etnica, con interventi anche dei rispettivi sfruttatori delle ragazze stesse. L'arrivo delle volanti aveva messo in fuga i contendenti.

Oltre che spietato il gruppo era anche privo di scrupoli: infatti nelle conversazioni telefoniche gli indagati, quando dovevano "reclutare" nuove giovani in Romania, nella regione di Galati, si raccomandavano di cercare tra quelle più bisognose e in difficoltà, quindi più disposte a tutto ("una morta di fame con problemi in casa"). Se le ragazze non stavano bene, venivano picchiate e obbligate a prostituirsi lo stesso in strada.

La polizia ha identificato una decina di giovani sfruttate sessualmente, le quali dovevano prostituirsi sia di giorno che di notte versando tutti gli incassi agli sfruttatori. Gli indagati decidevano il tariffario (40 euro a prestazione) ed eventuali sconti da applicare ai clienti abituali. Le prestazioni non dovevano durare più di 15 minuti.

Talvolta le ragazze dovevano subire anche rapporti sessuali violenti da parte degli sfruttatori, che avevano imposto la loro "legge" sulla strada destinata solo alle giovani sotto il loro controllo. Pensavano che quest'ultime fossero di loro proprietà: se le "prestavano", le sfruttavano. Come se fossero degli oggetti.

 

Sulla base degli elementi raccolti dalla squadra mobile lagunare la magistratura veneziana ha emesso i provvedimenti restrittivi: due sono stati eseguiti all'alba a Venezia, mentre del terzo a carico del 'reclutatore' si sta occupando la polizia romena.

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