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Partita minorenne, poi costretta a prostituirsi. Schiavizzata e picchiata, cinque arresti

Operazione della polizia tra il Veneto e l'Emilia Romagna. Tratta di ragazze dall'Africa, riti voodoo per assoggettarle. Due appartamenti scoperti tra Dolo e Mira, un altro a Malcontenta

Una storia di angherie e violenze. Sono finite in arresto cinque persone (quattro di nazionalità nigeriana e un italiano) ritenute responsabili a vario titolo dei reati di immigrazione clandestina, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù. A scoprire il loro giro è stato il personale della squadra mobile di Venezia in collaborazione con le questure di Vicenza e Ferrara, in un'operazione coordinata dalla Procura di Venezia.  A far scattare le indagini la denuncia di una ragazza nigeriana partita dal Paese d'origine nel 2016, all'epoca ancora minorenne.

Viaggio attraverso la Libia

La giovane, come tante altre, era partita con la promessa di un lavoro. Aveva raggiunto la Libia con una "protettrice", che l'aveva abbandonata lì per una quindicina di giorni. Settimane in cui la minorenne era stata sfruttata sessualmente. Poi la protettrice era tornata e insieme si erano imbarcate, raggiungendo prima Lampedusa e poi il Cie di Bologna. Qui è stata avvicinata da un'altra donna, parente della prima "protettrice" e portata a Malcontenta di Mira.

Riti voodoo e prostituzione

All'interno di un appartamento è stata oggetto di un particolare rito con l'obiettivo di piegarla al volere delle aguzzine: una cerimonia durante la quale è stata spogliata nuda e coperta da un drappo rosso all'interno di un cerchio disegnato con del gesso "nigeriano". Dopodiché le è stato intimato di bere dell'acqua in cui era stato sciolto lo stesso gesso. Dal lì per lei è iniziata la vita da strada: costretta a prostituirsi per strada facendo base in due appartamenti tra Mira e Dolo, per cui doveva pagare l'affitto più altre spese (circa 700 euro al mese). A un certo punto, non avendo abbastanza soldi per pagare, è stata aggredita dalla protettrice con un ferro da stiro. Dopo questo episodio la giovane ha trovato la forza di scappare, vagando per alcuni giorni senza meta. E' stato in quel frangente che si è imbattuta negli operatori di strada del Comune di Venezia, che l'hanno aiutata a scoperchiare il vaso di Pandora. Dal Cie di Bologna era giunta nel Veneziano assieme a un'altra donna giovane come lei e sottoposta allo stesso rito. Entrambe si prostituivano, una di giorno, l'altra di notte. A un certo punto dall'appartamento di Mira la giovane vittima è stata trasferita a Dolo, al suo ritorno a Mira già il suo posto era stato occupato da altre connazionale. Segno che la prostituzione riesce a trovare facili prede sfruttando l'immigrazione clandestina.

Arresti

Delle persone arrestate tre sono in carcere, due hanno l'obbligo di firma. In carcere "Beauty", 41 anni, per il reato di riduzione in schiavitù; "Mary", 30 anni, per favoreggiamento all'immigrazione clandestina, riduzione in schiavitù e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione; F.F., 22 anni, per favoreggiamento all'immigrazione (colei che aveva scaricato la ragazza in Libia); obbligo di firma per l'italiano S.M., 71enne locatario dell'appartamento di Dolo, e per la compagna "Anabel", 24 anni.

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