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"L'acqua è un diritto, ad alcuni viene negata": protesta alla sede di Veritas a Venezia

Iniziativa di occupazione a piazzale Roma da parte dell'assemblea sociale per la casa. "A chi non ha titolo per stare nell'alloggio è impedito l'allacciamento delle utenze"

"L'acqua è un bene comune, pubblico, ma c'è chi non può averne accesso". Così martedì mattina è andata in scena in piazzale Roma a Venezia l'iniziativa di protesta indetta dall'assemblea sociale per la casa (Asc), secondo cui ad alcune persone residenti nel territorio veneziano è ingiustamente negata l'attivazione dell'utenza.

"A pochi giorni da Natale abbiamo una semplice richiesta - spiegano - Vorremmo che il bene comune acqua sia davvero accessibile a tutti. Nel 2016 a Venezia non tutti hanno lo stesso diritto di fruire dell'acqua, e questo perché c'è un accordo fra Ater (azienda per l'edilizia residenziale pubblica) e Veritas (municipalizzata che gestisce acqua e rifiuti) che impedisce l'allacciamento delle utenze a chi non ha titolo per stare nell'alloggio. Come se a chi gestisce le risorse idriche della città dovesse interessare qualcosa del rapporto fra inquilino e padrone di casa".

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"Questa norma - specificano i manifestanti - prevista anche nell'articolo 5 del Piano Casa di Lupi del 2014, impedisce di fatto a famiglie non molto abbienti di fruire di un bene primario, diritto di tutti, diritto alla vita. Apriamo una campagna perchè venga annullato questo accordo e perchè vengano rispettati l'articolo 2 bis del Comune di Venezia e il referendum del 2011 che ha ribadito la volontà di tutti di mantenere l'acqua bene pubblico e non soggetto a privatizzazioni".

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