Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Dorsoduro / Campo della Carità

Continuano le proteste studentesche: «Non ci danno gli spazi, ci prendiamo le strade»

Chiedono di tornare ad una scuola normale, con didattica e trasporti adeguati. Lunedì si è svolta l'iniziativa dei ragazzi del liceo Marco Polo di Venezia

È passato quasi un anno dall'inizio della pandemia e ancora non è stata data un'adeguata organizzazione al mondo scolastico. È il tema che sta alla base delle proteste portate avanti dagli studenti nelle ultime settimane (ma anche molto prima): stanchi della didattica a distanza, della frequentazione a intermittenza, dell'inadegutezza degli spazi e dei servizi, i ragazzi chiedono l'attenzione delle istituzioni e insistono sulla necessità di dare una svolta.

La settimana dei giovani dell'istituto Marco Polo, a Venezia, è cominciata con un'iniziativa proposta dal collettivo del Polo Las proprio per affrontare questi argomenti. Si sono seduti all'esterno dell'ingresso posteriore della scuola, lungo la calle sul lato dell'Accademia: «prendendosi le strade», proprio come annunciato a grandi lettere da uno striscione. I rappresentanti raccontano: «Abbiamo fatto un presidio dalle 8.20 alle 17 e abbiamo chiesto più spazi e più trasporti per permettere alle classi di andare in presenza al 100%. In un anno di pandemia non si è cercata una soluzione per permetterci di tornare a scuola in presenza e in sicurezza, e dimezzare gli studenti non è altro che la conferma del fallimento».

È stata anche una giornata di proposte costruttive: nel corso della giornata, ragazzi e ragazze degli indirizzi artistico e musicale hanno portato i propri progetti e i propri strumenti «per caratterizzare la protesta, dimostrare che la volontà di tornare a scuola c’è. E che la mancanza è delle istituzioni».

Striscione di protesta

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