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«Non possiamo più aspettare». Il primo maggio dei commercianti con i cartelli a Spinea

Il sindaco Vesnaver: «Servono regole chiare per lavorare in sicurezza. Il lavoro è dignità e serenità. No ai sogni dei nostri giovani nascosti dietro a una mascherina»

Municipio di Spinea, ore 12 del primo del maggio, festa del lavoro. I cartelli dei commercianti, che si sono ritrovati davanti al Municipio, vengono alzati verso il cielo e il tintinnio delle chiavi dei loro negozi scandisce la protesta degli esercenti che qui, come in tutti i Comuni del Miranese, ha visto cartelli e flash mob contro la «serrata» decretata dal governo Conte per l'emergenza Covid-19. Proteste anche a Venezia oggi, e lunedì si ricomincia con un ritrovo di varie categorie alla stazione dei treni del capoluogo, per far sentire forte e chiaro che le loro aspettative sulle date delle riaperture sono state deluse, e che non intendono più, dopo oltre due mesi, restare ferme e rispettose. «O si riapre adesso o mai più, spiega nel video il titolare di un negozio di calzature a Spinea. «Se aiuti ci devono essere, spiega, siano a fondo perduto. Non si faccia in modo che le imprese si indebitino, come fosse loro la responsabilità di tutto quello accade». Il sindaco di Spinea Martina Vesnaver è in strada, tutti indossano ordinatamente mascherina e guanti. L'importante è evitare di assembrarsi. Manifestare senza aggregarsi però, è difficile.

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