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Rivolta bis dei profughi a Eraclea, Zaia: "Ora basta, trasferiteli tutti"

Dopo le prime proteste, anche martedì i migranti hanno alzato la voce contro la coop che li gestisce. Il presidente: "Serve allontanare i facinorosi"

Dopo le prime proteste, anche martedì la temperatura nel residence "Mimose" di Eraclea Mare si è fatta piuttosto calda. La stessa quarantina di profughi ospitata nella struttura che aveva manifestato tutto il proprio malcontento nei confronti dei ritardi nella concessione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari e della qualità del cibo, è tornata alla carica verso le 10 di mattina. I profughi sono usciti dal residence e si sono radunati davanti agli uffici della cooperativa Solaris, che gestisce la loro permanenza nel residence. 

Ancora slogan e urla (ma mai episodi violenti), sottolineando come la pazienza sia ormai al limite. Del resto i primi migranti sono arrivati a Eraclea prima dell'estate: ora si è già in autunno e le cose, a livello burocratico, paiono non essersi mosse. Questo quanto lamentano i profughi, forti di due o tre leader in grado di organizzare questo tipo di manifestazioni spontanee. Sul posto si è portato anche il proprietario del residence, che avrebbe avuto un colloquio con alcuni profughi per cercare di chiarire la situazione. Naturalmente sono intervenute anche le pattuglie dei carabinieri del Comando di San Donà, così come polizia e vigili. Lo stesso copione di 24 ore prima, quando i profughi sono tornati a mani vuote dalla sede della questura di via Nicolodi a Marghera e hanno deciso di far sentire tutta la propria rabbia per il "limbo" in cui loro malgrado sono finiti. Una situazione in evoluzione che non può che preoccupare. 

"L’hub per profughi sotto mentite spoglie di Eraclea continua ad essere fuori controllo, una sorta di anarchia legalizzata dove tutto è concesso a quelli che sono ospiti e come tali dovrebbero comportarsi - dichiara il presidente del Veneto Luca Zaia - E’ ora di finirla, è già passata un’eternità da quando tutti, a cominciare da Governo e prefetto, in piena stagione turistica estiva, giurarono che il residence di Eraclea sarebbe stato sgomberato a giorni, anzi a ore. I profughi, ammesso che tali siano, vanno trasferiti subito. Il dono del cibo, che le nostre mamme ci hanno insegnato essere sacro e sempre da accogliere con gratitudine, gettato a terra o comunque contestato una volta perché non di gradimento, un’altra perché poco, un’altra perché troppo caldo o troppo freddo – incalza Zaia – risse e disordini anche per la tivù da guardare, svariati episodi di arroganza e mancato rispetto come trascinare biciclette negli appartamenti. E’ una situazione inaccettabile. Chi ha il potere di farlo intervenga subito. Non esiste – conclude il presidente – che si debba tollerare l’intolleranza da chiunque, figuriamoci da persone che stanno ricevendo accoglienza e assistenza anche di più dei bisognosi veneti. I facinorosi vanno individuati, allontanati e puniti con priorità assoluta, a meno che non si abbia il coraggio di fare la cosa migliore: attivare il rimpatrio immediato”. 
 

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