Protesta dei profughi in strada a Malcontenta, intervengono le forze dell'ordine

L'iniziativa lunedì è durata pochi minuti e si è svolta senza disordini. I migranti, alloggiati in due alberghi di via Malcanton, si scagliano contro i lucchetti alle finestre

Foto d'archivio

Sono scesi in strada per protestare contro le condizioni in cui si trovano. In attesa da tempo del responso sulla loro richiesta di asilo e, sempre da tempo, ospitati all'interno dell'hotel Byron di via Malcanton a Malcontenta, nel territorio del Comune di Venezia. Oltre che nell "Bepi el Ciosoto", pochi metri più in là. Da una parte gli uomini, dall'altra le donne e i figli. Una trentina di profughi tra mezzogiorno e mezzogiorno e mezzo di lunedì ha inscenato un breve presidio per attirare l'attenzione sulla propria situazione.

Secondo le forze dell'ordine, intervenute sul posto, il gruppo di migranti a tratti si sarebbe posizionato in via Malcanton causando qualche disagio alla circolazione stradale. Dopo pochi minuti sono intervenuti agenti sia della polizia che dei carabinieri.

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La protesta sarebbe comunque durata solo pochi minuti. Nessun momento di tensione tra i manifestanti, che alla fine del loro atto dimostrativo sono rientrati nell'albergo senza causare ulteriori disturbi. Le loro lamentele, sempre secondo le forze dell'ordine, avrebbero sia carattere "generale" sul loro status di profughi, sia carattere più particolare. Come per esempio l'orario in cui sarebbe distribuito il pranzo e la qualità del cibo. Ciò che li ha indotti all'azione, però, è stata soprattutto la decisione della cooperativa che gestisce l'ospitalità in entrambe le strutture di posizionare dei lucchetti alle finestre del piano terra e degli spazi comuni degli alberghi. Ciò per evitare, anche se i migranti sono persone libere, che gli hotel si tramutino in porti di mare, in cui gli ospiti entrano ed escono a ogni ora della notte. Una sorta di misura per "quieto vivere", che i profughi hanno mal digerito.

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