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"Ci state facendo chiudere", anche i bambini in strada per le paritarie

La protesta giovedì mattina in diverse realtà private del Veneziano. A Maerne di Martellago il "clou", con alunni accompagnati davanti la chiesa

Continua la protesta delle scuole materne paritarie. Proprio durante la Giornata mondiale dei diritti del bambino, molti istituti anche del Veneziano hanno deciso di scendere in strada con i loro piccoli alunni per denunciare le difficoltà di bilancio cui sono costrette, nonostante un ulteriore stanziamento di fondi da parte della Regione approvato mercoledì. Protesta doveva essere e protesta è stata. Alle 11, dunque, i bambini frequentanti la scuola "Adamo Volpato" di Maerne di Martellago sono stati accompagnati davanti alla chiesa di San Pietro, sempre nel paese del comune veneziano.

Proteste simili anche all'istituto "San Giovanni Bosco" della Gazzera o all'istituto delle "Canossiane" di via Piave a Mestre. Si tratta di realtà aderenti alla Fism, in trincea per chiedere maggiori fondi agli enti preposti. "Il nostro servizio pubblico costa la metà - dichiara il presidente Fism Veneto, Stefano Checchin - ma molte realtà ora rischiano di chiudere. Centinaia di posti di lavoro sono in bilico". In contemporanea, sempre alle 11, i rappresentanti dell'associazione hanno incontrato il capo di Gabinetto della Prefettura in qualità di rappresentante dello Stato. Consegnando una raccolta firme che avrebbe potuto contare in tre giorni su 75mila adesioni.

Presenti oltre al presidente regionale Cecchin anche Milena Baghin  presidente di Fism Vicenza, Ugo Brentegani presidente di Fism Verona, Monica Pasetti delegata di Fism Treviso, Ugo Lessio segretario Fism Veneto e presidente di Fism Padova. I presidenti hanno consegnato anche un appello al Governo nel quale fanno presente lo stato di grave disagio nel quale vivono le scuole paritarie. "Nel 2015 il taglio a livello nazionale sarà di 28 milioni di euro – ha spiegato Cecchin -. Quest’anno in Veneto sono saltati 500 milioni. Nel 2015 saranno 472. 93 mila bambini, 9000 dipendenti, 1173 scuole. Il 45% dei Comuni ha solo la scuola d’infanzia paritaria. Nella fascia d’età 0-3 anni il 70 per cento dei bambini è scolarizzato all’interno delle scuole paritarie. E’ un piano inclinato sul quale stanno scivolando le scuole, questo non lo accettiamo. Il sistema veneto non può essere colpito a morte in questo modo. Anche se la delibera della Regione per i soldi arretrati è stata approvata - conclude Cecchin - ci vorranno almeno altri cinque mesi perché questi soldi entrino in cassa. Intanto noi dobbiamo pagare gli stipendi e le spese".

In provincia di Venezia ci sono 133 scuole dell’infanzia paritarie (43 con il nido integrato) associate alla Fism che accolgono 12mila bambini (il 45% di tutti i bambini 3-6 anni della provincia) e impiegano 900 persone tra docenti, educatrici e ausiliarie. Sono presenti oltre 500 volontari. Per il 2015, secondo la Fism, la Legge di stabilità prevede un ulteriore taglio ai contributi delle paritarie: da 498 milioni si scende a 478 milioni. Nel 2008 erano 539 milioni. "Siamo intenzionati a proseguire nella nostra mobilitazione – afferma Cecchin - perché il problema di fondo rimane: cioè dopo quattordici anni non c’è ombra di parità scolastica, quindi di equità, quindi di riconoscimento del ruolo sussidiario delle scuole dell’infanzia paritarie. Ricordo che facciamo risparmiare allo Stato milioni di euro".

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