Studenti contro il bistrot in piazzale Olivotti: "Non chiudete la sede del nostro collettivo"

Sabato giovani in protesta davanti al Municipio di Mestre: "Abbiamo una visione alternativa alla militarizzazione del quartiere Piave". Mercatino e biciclettata di sensibilizzazione

Lì, davanti alla sede del loro laboratorio occupato, tra qualche mese sorgerà un bistrot che dovrebbe riqualificare la zona di piazzale Olivotti a Mestre, punto di riferimento per senzatetto e ubriachi. Loro, però, si oppongono. Rivendicano il fatto di aver portato energia nuova in centro città, forieri di un messaggio alternativo alla richiesta di "militarizzazione" del quartiere Piave. Sono gli studenti del Collettivo Lo.Co., che sabato hanno manifestato, con le bandiere del Coordinamento Studenti Medi, davanti al Municipio di via Palazzo a Mestre per chiedere una marcia indietro da parte del capo cordata di imprenditori, il commercialista Massimo Dal Poz, che ha ottenuto il nulla osta per il progetto da Ca' Farsetti. 

"Abbiamo una visione del quartiere alternativa"

"La riqualificazione potrebbe riguardare anche l'ex galleria d'arte che abbiamo occupato - dichiarano in una nota gli student - Siamo un collettivo che da anni è attivo in città e in quartiere e che ha messo in piedi numerose iniziative di sensibilizzazione sulle tematiche dell'abbandono e del degrado partendo proprio dallo spazio di via Piave che è ormai un punto di riferimento per centinaia di giovani di questa città. La logica della militarizzazione ha avuto la propria nascita durante il mandato del commissario Zappalorto ed è è stata poi portata avanti dalla giunta Brugnaro, durante la quale ha visto il taglio sistematico dei servizi sociali, in particolare di quelli su strada. Al contrario l'unica risposta che si è voluto dare è stata la repressione: come nel caso dei cubi del Bissuola abbattuti per volontà dell'attuale giunta, iniziativa contro lo spaccio che si è ovviamente dimostrata inconcludente".

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Due eventi di sensibilizzazione

I giovani attivisti guardano dal particolare al generale, sottolineando come il progetto di bistrot si incardini in un disegno più ampio, in cui i negozi di vicinato chiudono e a Mestre sorgono gli alberghi: "Crediamo che le problematiche dei nostri quartieri non possano essere risolte pensando di trasformare il centro città in un enorme hub turistico, più o meno di lusso, provocando così l'espulsione di centinaia di abitanti dal centro città, come già accaduto a Venezia - si continua nella nota - Crediamo che il valore di Lo.Co siano le centinaia di iniziative realizzate per provare a costruire un quartiere diverso, un eventuale attacco a questa realtà è un attacco a quel modello di città inclusiva, solidale, accogliente, che insieme a tanti singoli e realtà da anni stiamo provando a costruire. Non accetteremo di vedere fermata questa esperienza e per questo vogliamo rilanciare con un nuovo percorso in città che si aprirà con due iniziative settimana prossima: un mercatino dell'usato di quartiere a Lo.Co. che sarà aperto mercoledì 20 dicembre e una biciclettata giovedì 21 con partenza alle 18 dalla stazione di Mestre".

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