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A Venezia la protesta della polizia locale: gli agenti voltano le spalle al comandante

Tutto come due anni fa, secondo i manifestanti nulla è cambiato. Rappresentanti dei lavoratori ai Tolentini: "Esigiamo rispetto da Comando e amministrazione"

Sindacati di nuovo sul piede di guerra e intenzionati a far sentire la propria voce contro il comandante del Corpo e l'amministrazione comunale veneziana. Sono un centinaio i lavoratori che si sono dati appuntamento venerdì mattina a Venezia, prima riuniti in assemblea e poi per portare la propria protesta davanti alla chiesa dei Tolentini, dove si svolge la messa in occasione di San Sebastiano, patrono dei vigili.

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All'uscita del comandante Marco Agostini e degli altri rappresentanti delle forze dell'ordine e della politica hanno rivolto loro le spalle, esattamente come avvenne due anni fa in una situazione analoga. Perché secondo i vigili "da allora non è cambiato nulla". La questione dell'acquisto delle nuove "mitragliette" è solo l'ultima delle questioni contenstate dai sindacati, Diccap in testa (ma venerdì sono presenti tutte le sigle sindacali). Le polemiche riguardano in generale il trattamento riservato ai dipendenti del Corpo di polizia municipale: "Basta gogna mediatica, vogliamo dignità e rispetto", si legge sui cartelli. E poi critiche rivolte direttamente ad Agostini: "Non il nostro comandante". "Lavoriamo per la città, non per chi ci denigra".

Sulla questione delle armi Agostini e l'assessore alla Polizia municipale, Giorgio D'Este, difendono le loro scelte: "C'è stato un confronto con il ministero, abbiamo cercato di dare delle risposte organizzative. È necessario cambiare, perché è cambiata la città, sono cambiate tutte le città. Esistono delle normative nuove che danno nuove competenze alla polizia municipale e ne hanno cambiato la natura. Nel momento in cui abbiamo imposto a tutti di portare l’arma abbiamo anche consentito a più agenti possibili di depositarla a fine servizio".

"C'è stata una evoluzione delle competenze di fatto - continua Agostini - Capisco le prese di posizioni di chi oggi ha protestato, anche se non ne condivido la forma. Questi agenti guadagnano meno di un tempo per fare di più. Ora qualche spiraglio c’è, arriveranno i premi e sta iniziando la contrattazione. Ma non possiamo tornare alla logica che vigeva prima del 2014 quando c'erano soldi a pioggia". Aggiunge D'Este: "Siamo consapevoli delle difficoltà. Stiamo elaborando dei progetti con cui si danno i giusti stimoli agli operativi che stanno sulla strada. Proprio perché le cose sono cambiate va trovata la chiave per trasformare il Corpo con modalità meritocratiche, come più volte ribadito dal sindaco".

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