Torna il lancio dei volantini per protesta alla Fenice: "Venezia vuole vivere. Basta alberghi"

Come tre anni fa, nel giorno dell'inaugurazione della stagione azione del Gruppo 25 Aprile. Nel documento si chiede lo stop alle concessioni per nuovi posti letto: "Minaccia incombente"

Come tre anni fa, ma poco o nulla è cambiato nelle loro rivendicazioni. Alla serata inaugurale della nuova stagione d'opera e balletto del Teatro la Fenice di Venezia, aperta da "Un Ballo in Maschera" di Giuseppe Verdi, è andata in scena l'ennesima protesta del Gruppo 25 Aprile, i cui aderenti, che hanno preso posto come normali spettatori, hanno lanciato decine di volantini bianchi, rossi e verdi sulla platea. Lo slogan è conciso e chiaro: "Venezia vuole vivere. Basta alberghi". Frasi che sono rieccheggiate anche nel giorno della Festa della Salute, quando le associazoni che si battono per il ritorno della residenzialità in centro storico hanno dato vita a un corteo per chiedere lo stop alla svendita dei palazzi veneziani.

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"Minaccia incombente sulla città"

"Abbiamo voluto segnalare con un gesto silenzioso quanto eclatante e simbolico la minaccia incombente su una delle città più belle del mondo - hanno dichiarato i portavoce del Gruppo 25 Aprile - Una città in cui il numero di posti letto ad uso turistico ha ormai superato quello dei residenti, scesi sotto la soglia dei 54mila, e dove anche i turisti si chiedono come sia possibile mancare di rispetto a se stessi e alla propria storia in questo modo avvilente". L'elenco dei problemi è lungo: "Il moto ondoso che sgretola le nostre rive e le fondamenta dei palazzi - scrivono - l'inquinamento da motori diesel che intacca i nostri polmoni, i mezzi pubblici intasati, il precariato che caratterizza il mercato del lavoro, l’abusivismo e la difficoltà, ormai divenuta impossibilità, di trovare casa a Venezia sono tutti sintomi di uno stesso male che va curato alla radice prima che diventi insanabile. Per spezzare il circolo vizioso di una monocultura che sta uccidendo ogni altra forma di vita cittadina chiediamo quindi una moratoria immediata sulla vendita di beni pubblici e sull'apertura di nuovi alberghi e di esercizi legati alla ristorazione, nonché la definizione di una soglia di carico per grandi navi, lancioni gran turismo e presenze turistiche".

Le altre manifestazioni

Questa è la richiesta più urgente della piattaforma civica, che dall’inizio dell’anno ha al suo attivo eventi come l'incontro pubblico del 20 gennaio all’Ateneo Veneto (20 proposte per Venezia), la manifestazione "Mi No Vado Via", il 2 luglio, il cinema autofinanziato in campo San Polo (Yuppi Du, il 29 agosto) e altre iniziative di sensibilizzazione come il "PandAmonio" del 17 febbraio, "Un pesce d'aprile chiamato Sindaco" l'1 aprile, "the Road to Hothell" davanti alla canonica-albergo di Santa Fosca, il 23 settembre, e il corteo contro la svendita di palazzi pubblici il 21 novembre.

"Stop alle autorizzazioni per nuovi posti letto"

"Quando centinaia o migliaia di cittadine e cittadini si mobilitano con questa frequenza, nonostante gli impegni di lavoro e familiari, significa che la soglia di guardia è stata superata e la politica tradizionale non ha più la capacità di dare risposte ai problemi reali delle persone - sottolineano - L'attuale giunta comunale continua ad autorizzare migliaia di nuovi posti letto sui due lati del ponte, teorizza un futuro alberghiero anche per le isole come Murano e la Giudecca, che finora si erano salvate dallo spopolamento, escludendole dalla delibera sul blocco dei cambi di destinazione d'uso, che peraltro conosce mille deroghe e prosegue imperterrita sulla strada a senso unico di alienazioni e trasformazioni immobiliari che una volta realizzate sono irreversibili e si traducono nell'espulsione di residenti e artigiani".

Lo spettacolo 

"Un Ballo in Maschera" di Giuseppe Verdi è stato diretto dal maestro Myung-Whun Chung. Il melodramma in tre atti, su libretto di Antonio Somma, è tornato sul palcoscenico veneziano a quasi vent'anni dalla sua ultima messinscena in un nuovo allestimento con la regia di Gianmaria Aliverta, le scene di Massimo Checchetto, i costumi di Carlos Tieppo, le luci di Fabio Barettin e i movimenti coreografici di Barbara Pessina.

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