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Incatenati ai pini, la protesta si allarga. Zoggia: "Per la sicurezza"

Il Comune potrebbe allargare la sperimentazione ad altre zone oltre a via Pindemonte, dove alcuni residenti vogliono bloccare le operazioni

Continua la protesta per il taglio dei pini marittimi in via Pindemonte a Jesolo Lido. Anzi, per meglio dire si moltiplica. Perché se martedì mattina a incatenarsi agli alberi erano stati due residenti, il giorno seguente il gruppo di chi protestava si è ulteriormente allargato. Non vogliono che i pini marittimi vengano abbattuti, nonostante i gravi problemi che le radici degli arbusti hanno causato al manto stradale, costringendo l'amministrazione comunale a operazioni di riasfaltatura periodiche. Più o meno ogni tre anni. Soldi che in tempi di vacche magre pesano sul bilancio, cosicché la Giunta, dopo discussioni anche in Consiglio, ha optato per una soluzione sperimentale, in vista di una piantumazione di piante meno dannose per la strada.

La decisione è scaturita soprattutto per motivi di sicurezza, visto che le sconnessioni mettono a dura prova gli ammortizzatori delle auto e le traiettorie dei motocicli: "E' una sperimentazione che se avrà buon esito adotteremo anche in altre zone della città - dichiara il sindaco Valerio Zoggia - I pini marittimi e soprattutto le loro radici non si possono più tenere sotto controllo. Nessuno ha mai detto di voler eliminare gli alberi di via Pindemonte ma di sostituirli con altre piante che non sono così invasive. A chi protesta ricordo che il Comune ogni anno deve spendere un sacco di soldi non solo per le manutenzioni ma anche, se non soprattutto, per rimborsare le decine di automobilisti che lamentano danni alle loro auto proprio a causa delle radici affioranti dei pini. Un costo che la nostra compagnia assicurativa non ha più intenzione di sostenere con la sua polizza".

"Nessuno vuole cambiare la città ma solo garantire la massima sicurezza a chi transita in quella strada e anche a chi ci vive - sottolinea l'assessore ai Lavori pubblici, Roberto Rugolotto - Abbiamo iniziato da via Pindemonte con la sperimentazione perché è una strada a quattro corsie. La decisione di togliere i pini marittimi e di sostituirli con delle piante autoctone non è una novità che ci siamo inventati di notte. Ne abbiamo discusso anche un anno fa in un'assemblea pubblica con il presidente del Comitato di piazza Mazzini a cui, però, ho visto pochi residenti partecipare. Poi la scelta è stata discussa in Consiglio comunale e pure i giornali ne hanno parlato ampiamente".

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