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La rabbia dei comunali marcia sul Lido, proteste alla Mostra FT-VD

Un migliaio di manifestanti sono scesi lungo il Gran Viale e sul lungomare Marconi, fino al red carpet, per protestare contro la politica dei tagli del commissario

Erano più di un migliaio, armati di fischietti, bandiere e megafoni, e sui loro striscioni si leggeva chiaro il messaggio che hanno voluto portare sul palcoscenico internazionale della Mostra del Cinema, davanti agli occhi del Presidente Giorgio Napolitano: “Basta con i tagli, si vada al voto”; i dipendenti comunali di Venezia hanno marciato compatti nel giorno dell'inaugurazione della 71esima rassegna lidense, come avevano promesso già settimane fa, in un corteo vivace ma disciplinato, che si è fermato solo davanti al cordone della polizia sul red carpet del Palazzo del Cinema.

CORI E STRISCIONI – La lunga marcia dei comunali è iniziata intorno alle 16.30, occupando il Gran Viale del Lido prima e lungomare Marconi poi. Dietro ai dipendenti di Ca' Farsetti, che hanno raccolto anche la solidarietà dei vigili urbani, anch'essi penalizzati dalla scure del commissario Vittorio Zappalorto, c'erano anche i comitati No Global e No Grandi Navi. Inevitabile, insomma, che tra i cartelloni agitati dai manifestanti si leggesse ogni tipo di slogan, da quelli contro le grandi navi e il canale Contorta a quelli per pretendere migliori servizi per le scuole e il welfare: “Senza asili dove mandiamo i bambini, in crociera?” domanda sardonico la scritta nera e rossa di un manifestante, mentre altri chiedono di tagliare “le grandi opere, non i piccoli stipendi”. Si sprecano poi gli striscioni che chiedono le dimissioni dei politici, la chiusura del Consorzio Venezia Nuova e le elezioni anticipate per la città di Venezia.

INCONTRI E SIT-IN – Un simile corteo, così partecipato e al tempo stesso pacifico, non poteva non riuscire almeno a scalfire l'indifferenza delle istituzioni: prima dell'una i rappresentanti dei manifestanti hanno infatti incontrato il questore e il prefetto della laguna, con cui hanno nuovamente discusso le loro richieste; poi, intorno all'ora di pranzo, è stata la volta del ministro ai Beni culturali e al Turismo Dario Franceschini, che ha discusso a proposito di grandi navi e grandi opere; infine, alle 17, i manifestanti hanno parlato con il segretario particolare di Giorgio Napolitano, che ha garantito loro la possibilità di consegnare al Capo dello Stato la loro lettera. Il corteo nel frattempo è arrivato fino alle porte del Palazzo del Cinema, dove ha dovuto arrestarsi di fronte al cordone di sicurezza della polizia. Uomini e bambini si sono quindi seduti di fronte agli agenti, ottenendo infine di inviare una loro delegazione in attesa del Presidente, mentre le bandiere dei sindacati hanno continuato a sventolare a favore di telecamera, mostrando il disagio veneziano a tutto il mondo. Alle 18.45 molti dipendenti comunali hanno lasciato il sit-in, ma una gran folla continua ad essere radunata a pochi passi dal red carpet del Lido, dove ormai iniziavano ad arrivare le stelle del cinema.

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