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Con la tragedia del Giglio negli occhi in 300 contro le grandi navi

Ieri pomeriggio il Comitato che si oppone all'ingresso in laguna delle imbarcazioni da crociera ha fischiato il passaggio della "Magnifica" Msc, della lunghezza di 300 metri

Un naufragio spesso uccide, come è accaduto con la Costa Concordia al Giglio, e a Venezia amplifica l'eco di una protesta che da tempo dice no al passaggio delle grandi navi da crociera davanti a San Marco. In circa 300 nel pomeriggio di ieri si sono dati appuntamento alle Zattere, lungo il canale della Giudecca, per fischiare e gridare il proprio dissenso al traffico crocieristico. Un'iniziativa, programmata da tempo, per il passaggio dell'ennesima nave.

Stavolta è toccato alla "Magnifica", uno dei gioielli di Msc. Una nave da 2mila 500 passeggeri, mille uomini di equipaggio, 1.269 cabine per una lunghezza di 300 metri e larga 32 per 16 ponti d'altezza e oltre 93mila tonnellate di stazza. A salutarla striscioni con "Grandi navi fuori dalla laguna" e "Big ship you kill me", mentre la gente, tra cui tanti i bambini, ha gridato "sei troppo grande per questa città".

Rispetto alle precedenti proteste, però, tutto è stato più sobrio, a pesare su tutti il dolore per la tragedia sul Tirreno con tre vittime e decine di feriti. A muovere le fila dell'iniziativa, promossa dal "Comitato no grandi navi", il fatto che i passaggi in laguna sono ritenuti pericolosi soprattutto alla luce del costante aumento del traffico e del rischio collisione o sversamento di idrocarburi.

Sono state circa 2mila le grandi navi che sono transitate per Venezia nel 2011 di cui oltre 1.400 da crociera, mentre le altre sono state per lo più traghetti. Secondo il "Comitato" le grandi navi provocano danni alle rive della città perché spostano grandi masse d'acqua, poi inquinano con i gas di scarico (una nave è pari a 14mila autovetture sostengono), per le polveri sottili cui si aggiungono l'impatto visivo, luminoso e sonoro.


La proposta è che attraverso il Piano urbanistico (Pat) si estromettano le grandi navi dalla città e che si lavori per trasferire lo scalo crocieristico direttamente in Adriatico. Sul caso Venezia, alla luce di quanto accaduto alla Costa Concordia, Franco Miracco, consigliere del Ministero dei Beni culturali, si dice "disperato e costernato per quanto accaduto alla Concordia; ma è evidente che ogni attraversamento del bacino di San Marco richiede ulteriori riflessioni". "Come Assessorato all'Ambiente - rileva l'assessore veneziano Gianfranco Bettin - abbiamo deciso di partecipare alla elaborazione di uno studio che preveda diverse ipotesi per la riduzione o l'allontanamento definitivo del traffico di grandi navi oltre una certa stazza da Venezia, privilegiando in particolare l'ipotesi di un porto off-shore anche per i passeggeri, come suggerito dallo stesso neoministro dell'Ambiente Clini".

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"Navi da crociera fuori dalla laguna"

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