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Acque agitate attorno al Mose, picchetto dei lavoratori Palomar

Una trentina di dipendenti dell'azienda sono in cassa integrazione dal 1 giugno, ma i soldi latitano. Commissario Cvn: "Incertezza sui collaudi"

Il Mose si costruirà, anche se con qualche ritardo sulla tabella di marcia (si parla di 2018). Il problema è che tutto l'indotto che ruota attorno alla manutenzione del sistema di paratoie mobili per ora è ancora tutto da definire. Nemmeno i commissari del Consorzio Venezia Nuova hanno la possibilità di essere più chiari. Su questo punto e anche su quello dei collaudi: "Sui collaudi la situazione è difficile, causata dalla grande parcellizzazione degli interventi e dall'anomalia delle spese forfettizzate dei dirigenti" chiamati a collaudare gli interventi. A dichiararlo è stato l'amministratore straordinario del Consorzio Venezia Nuova, Giuseppe Fiengo, nel corso di una audizione davanti la commissione d'inchiesta sui rifiuti sulla vicenda del Mose.

Una situazione poco chiara che però riguarda soprattutto i lavoratori che ruotano attorno alla realizzazione del sistema di dighe mobili. I dipendenti della Palomar, infatti, martedì mattina si sono trovati davanti alla sede del Consorzio Venezia Nuova all'Arsenale per chiedere la riattivazione del tavolo di concertazione con prefetto, enti locali e aziende. La situazione si è ingarbugliata sempre più nel momento in cui dal primo giugno una trentina di lavoratori sono entrati in cassa integrazione. Gli stessi che hanno sfilato dalla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia fino all'Arsenale, gridando la propria preoccupazione per il futuro. L’obiettivo era di incontrare l’amministratore delegato della Palomar.

L’azienda fa parte del gruppo Mantovani che è parte importante del Consorzio Venezia Nuova e che opera nei cantieri del Mose oltre che nella raffineria di Porto Marghera. "Per i lavoratori Palomar, dopo mesi di lotte trattative e accordi rimane l’incertezza sia del posto di lavoro sia del pagamento dell’intero salario e dell’anticipazione sul trattamento della Cassa integrazione straordinaria", dichiara la Fiom Cgil, che chiede all’azienda che si onorino gli impegni presi davanti alla Prefettura: "Oltre a un impegno per una risoluzione positiva della situazione di tutti i dipendenti, ci deve essere anche l’anticipo della cassa integrazione". 

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