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"Tra poco in laguna coltiveremo le patate", l'urlo della pesca contro l'interramento

Martedì incontro in Regione con i rappresentanti della marineria di Porto di Pila. La protesta ha raggiunto l'area marciana: "Vogliamo sicurezza, fateci tornare a fare il nostro lavoro"

"Se si continua di questo passo noi al posto di andare a raccogliere vongole andremo a seminare patate". I pescatori di Porto di Pila, nel Rodigino, martedì mattina hanno alzato la voce a Venezia in occasione dell'incontro con i rappresentanti della Regione: la bocca della laguna di Barbamarco è alle prese con annosi problemi di interramento, tanto da mettere a repentaglio la sicurezza delle imbarcazioni: "Vogliamo più sicurezza, vogliamo tornare a fare i pescatori", si leggeva in uno dei cartelli che ha fatto capolino anche in piazza San Marco. I pescatori, alcune decine, hanno raggiunto alcuni dei punti simbolo del centro storico in attesa che una loro delegazione venisse ricevuta alle 12 a palazzo Balbi dagli assessori regionali all'Agricoltura, Giuseppe Pan, alle Infrastrutture, Elisa De Berti, e al Territorio, Cristiano Corazzari. 

Incontro in Regione

Ad annunciare l’incontro sul futuro del porto di Pila è stato nei giorni scorsi l’assessore Pan, in risposta alle richieste dei pescatori polesani, nel corso della riunione tecnica con i rappresentanti di Coldiretti e Alleanza cooperative. “Incontreremo personalmente i pescatori – aveva assicurato – per trovare insieme una risposta strutturale ad un problema che si trascina ormai da troppi anni. La Regione sinora ha agito puntualmente, reiterando i finanziamenti per interventi di somma urgenza per l’escavazione della bocca di porto. Ma ora occorre pensare ad un piano strutturale che preveda interventi a breve, media e lunga scadenza, in un’ottica di razionalizzazione delle risorse e di efficacia duratura”.

Interventi giù delineati

La road map degli interventi sarebbe già delineata: "La Regione ha già finanziato con i fondi ordinari a bilancio (140mila euro) un primo intervento di somma urgenza per l'immediata riapertura della bocca di porto, in modo da consentire il transito ordinario dei pescherecci - aveva spiegato l'assessore - Il prossimo passo sarà il finanziamento di un intervento strutturale per allargare il canale e approfondirne il fondale. I nostri uffici tecnici, inoltre, sono già al lavoro per un intervento definitivo di difesa dall'interramento della bocca di porto, su cui sono già state sviluppate alcune ipotesi di fattibilità. Solo con un investimento strutturale su opere di difesa dalle correnti – aveva concluso - si arriverà a una soluzione duratura del problema”.

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