Dalla base di Conetta le proteste dei profughi raggiungono la piazza

Lunedì alcuni degli ospiti del centro di accoglienza hanno manifestato il proprio dissenso, pare per le condizioni igieniche e la scarsità di cibo

Resta "calda" la situazione a Conetta, dove si registrano nuovi problemi nella gestione dei profughi ospitati nella ex base missilistica. Stavolta a protestare sono proprio alcuni dei migranti, una trentina circa, usciti lunedì mattina dalla struttura militare per dirigersi verso il centro della frazione, dove hanno espresso una serie di lamentele riguardo le condizioni della loro accoglienza.

Non si tratterebbe di una vera e propria manifestazione organizzata, anche se i profughi hanno inscenato un piccolo sit-in in strada. Fatto sta che il gruppetto di persone avrebbe intercettato le forze dell'ordine che pattugliano i dintorni del centro di accoglienza, portando a loro le proprie rimostranze: le proteste riguarderebbero le condizioni igieniche e il cibo, evidentemente considerati non adeguati per consentire agli ospiti una permanenza dignitosa. Gli agenti di polizia hanno ascoltato quanto i profughi avevano da dire, per poi riaccompagnarli all'interno della base. Tutto si è svolto senza che non vi fosse alcun problema sul fronte dell'ordine pubblico, anche se è inevitabile che alcuni residenti si siano chiesti il motivo di quell'assembramento di persone. Da lì è partita anche la voce di una manifestazione vera e propria. Il gruppetto era composto da cittadini di nazionalità bengalese, ivoriana, pachistana e maliana. Ci sarebbero state anche alcune segnalazioni di bisticci e litigi tra gli ospitati. Specie nei confronti dei bengalesi, che nei giorni scorsi avrebbero subito alcuni soprusi all'interno dell'ex struttura militare.

La protesta arriva proprio nel giorno in cui Domenico Cuttaia, prefetto di Venezia, ha convocato una riunione con i sindaci della provincia come primo atto della cosiddetta "cabina di regia", un organo che, attraverso rappresentanti anche della Regione e della città metropolitana, dovrà garantire una migliore gestione dell'emergenza profughi, oltre che soprattutto una migliore informazione sul tema ai rappresentanti del territorio. Un'idea proposta già da tempo, ma che per ora non ha riscosso molto entusiasmo tra gli enti locali, tant'è vero che al faccia a faccia lunedì c'erano solo dodici primi cittadini: "Non cambia nulla, il prefetto vuole scaricare la responsabilità dell'accoglienza e della distribuzione sui sindaci - ha spiegato il primo cittadino di Cona, Alberto Panfilio, al termine dell'incontro - Oltretutto "con soli dodici sindaci presenti. Questa la considero una gita a Venezia, nulla di più. Nemmeno troppo proficua".

Nel frattempo a Cona lo scenario è monitorato sia dalle forze dell'ordine che dalle istituzioni locali, anche perché in più occasioni, tra i residenti della cittadina, l'atmosfera si è dimostrata piuttosto tesa. Sabato scorso un comitato spontaneo che chiede lo stop all'arrivo dei profughi ha organizzato un corteo pacifico di protesta in direzione opposta, dalla piazza del paese verso la base militare: il problema è soprattutto il sovraffollamento, dato che al momento a Conetta sono ospitati più di 200 richiedenti asilo. "Sono molto preoccupato - sottolinea Panfilio - perché per la prima volta sono i profughi a protestare. Ed è possibile che chiedano anche di andarsene dalla base. Questo tipo di situazioni si creano quando riempi un posto di persone fino al limite, ma la responsabilità non è mia. E' di chi ha permesso tutto questo".
 

Alberto Panfilio, sindaco di Cona: "Sono molto preoccupato"

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