Il lavoro incessante della protezione civile. «I momenti più duri? Le case allagate e la furia della marea»

Venezia, ma anche le isole, soprattutto Pellestrina. Un gran lavoro di squadra per rimediare ai danni del maltempo. E la solidarietà della cittadinanza

Pellestrina

Le scene più impressionanti sono quelle che si vedono sull'isola di Pellestrina. «Lì c'è gente che si è trovata con un metro e mezzo di acqua in casa, significa che bisogna buttare via tutto: frigo, mobili, letti, divani». Gli abitanti hanno accatastato rifiuti ed elettrodomestici fuori, centinaia di rottami da smaltire. Nicola Ligi, referente distretto Venezia 3 dei gruppi comunali della protezione civile, ha riepilogato la situazione dopo la violenta marea di martedì sera: «I nostri volontari sono al lavoro da quasi quattro giorni tra Venezia, Lido, Murano, Burano e, appunto, Pellestrina, dove ci sono le criticità più grosse. Tante famiglie e attività commerciali con decine di migliaia di euro di danni. Assieme ai vigili del fuoco abbiamo svuotato intere abitazioni e scantinati».

I volontari della protezione civile comunale al lavoro in queste ore sono tra gli 80 e i 90, più altri dal resto della provincia arrivati in supporto. L'impegno è enorme e c'è poco tempo per riposare. «Oggi (venerdì, ndr) tra l'altro abbiamo eseguito un intervento delicato a Murano - racconta Nicola - dove è andato allagato il duomo di San Donato, con il pavimento a mosaico ricoperto d'acqua. Abbiamo operato con una squadra specializzata nella tutela dei beni culturali e supervisionata della soprintendenza». Venerdì la marea è salita di nuovo, fino a 154 centimetri. «La punta massima di oggi per fortuna ha lasciato la città relativamente indenne. È stata comunque lunga, intorno ai 40 minuti, ma erano tutti abbastanza attrezzati. Proseguiamo con la nostra attività di scouting, siamo ovunque in città per aiutare chi ha bisogno. Oggi abbiamo soccorso una signora anziana, era intimorita dall'acqua alta e chiedeva di essere portata via. Pian piano ci spostiamo da Venezia ad altre isole. Anche al Lido sono operative due squadre con idrovore».

Già martedì sera era evidente la gravità di ciò che stava succedendo: «La velocità dell'acqua con il vento che soffiava era incredibile, non ho mai visto una cosa così», dice Nicola. Nelle difficoltà, però, si vede l'unità della gente: «C'è solidarietà da parte di tutti - racconta - i veneziani ci hanno aiutati, ad esempio offrendoci passaggi in motoscafo. E poi una grande comprensione da parte dei datori di lavoro, che ci concedono queste giornate per operare come volontari. C'è una forte sensibilità in questo momento difficile». Un lavoro di squadra che fa bene a tutta la città.

Il duomo di San Donato allagato

L'intervento al duomo di San Donato

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