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Forze unite contro la violenza domestica e a tutela delle vittime

Un protocollo comune cittadino è stato siglato a Mestre tra medici, forze dell'ordine, avvocati e tutti gli operatori chiamati in caso di episodi del genere. Scopo: organizzare al meglio gli interventi

Tutti uniti per combattere la violenza domestica, per proteggere, tutelare e rispondere realmente ai bisogni delle vittime ma anche per raccogliere ogni elemento utile alle indagini senza farsi sfuggire nulla che possa essere importante. Ma anche una sorta di rete di protezione e tutela per chi ha subito le violenze, che è insieme medica, assistenziale, giuridica. Su questi principi è stato stilato il protocollo comune cittadino firmato lunedì pomeriggio nella sede dell’Ulss 12 a Mestre, dai responsabili dell’Azienda sanitaria veneziana, della prefettura, delle pubbliche amministrazioni, della questura e delle forze dell’ordine, del tribunale, dell’Ordine dei medici e di quello degli avvocati.

IN COSA CONSISTE. Un risultato cui si è arrivati dopo un anno di lavoro e che fa sì che oggi tutti gli operatori in campo di fronte ad un caso di violenza domestica sappiano come coordinarsi con le altre parti coinvolte: le forze dell’ordine, ad esempio, hanno chiare le opportunità offerte dai servizi sociali e dal servizio sanitario; e per contro, gli assistenti sociali e i medici del pronto soccorso conoscono le esigenze degli investigatori, e possono quindi operare avendo presente quali elementi e quali prove possono raccogliere a vantaggio dell’inchiesta sulle violenze subite. L’intesa cancella quindi il rischio di azioni non coordinate, volte sì a tutelare la vittima della violenza, ma non utili o dannose ai fini di un reale accompagnamento della persona.
Il documento d’intesa si rivelerà particolarmente utile nell’accompagnamento dei soggetti deboli ma è da sottolineare l’impegno comune per impedire il reiterarsi dei maltrattamenti, per ripristinare l’integrità psicofisica della vittima e per tutelarla da indebite pressioni in relazione ai fatti accaduti. Tutti i firmatari hanno comunque voluto sottolineare come il protocollo stesso sia il concretizzarsi di una collaborazione sempre avvenuta e già piena.

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