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Pronti per ripulire i muri di Venezia, firmato il protocollo anti-graffiti

Accordo lunedì tra Comune, ministero dei Beni culturali, Soprintendenza, associazione "Masegni & nizioleti" e Ance, che pulirà gratuitamente le facciate

Graffiti, "tag" e imbrattamenti sui muri: a Venezia le varie scritte più o meno artistiche sulle facciate dei palazzi e dei manufatti storici potrebbero presto diventare un ricordo, grazie al protocollo sottoscritto lunedì a Ca' Farsetti tra Ance Venezia, Comune, Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, Soprintendenza belle arti e paesaggio per Venezia e Laguna e associazione Masegni & Nizioleti Onlus.

Un accordo che prevede la pulitura a titolo gratuito delle superfici da parte di Ance Venezia, associazione costruttori edili e affini. Con l'intento di realizzare una serie di interventi diffusi a tutela del patrimonio edilizio e urbano della città: il "contrasto al vandalismo grafico" interesserà corte del Milion, campiello de la Cason, campo Santa Margherita e le vicine sedi universitarie, calle del Parucheta, campo Santa Marina, Ognissanti. Alle operazioni può partecipare chiunque lo desideri, dopo aver frequentato dei cantieri-scuola organizzati da Ance per operare sotto la direzione di Comune e Soprintendenza. All'incontro sono intervenuti il sub-commissario prefettizio del Comune di Venezia, Natalino Manno, la Soprintendente Belle arti e paesaggio per Venezia e Laguna del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Emanuela Carpani, il presidente di Ance Venezia, Ugo Cavallin e la presidente dell'associazione Masegni & Nizioleti Onlus, Cecilia Tonon. Un tema molto sentito specialmente a Venezia, dato che nella stragrande maggioranza dei casi coinvolge beni di valore storico-artistico e monumentale, arrecando quindi un grave danno al patrimonio edilizio cittadino.

Spiega il presidente di Ance Venezia, Ugo Cavallin: "La risposta è andata ben al di là delle aspettative, avendo raccolto l’adesione di un numero importante di imprese, sia tra quelle particolarmente specializzate in questo tipo di interventi su immobili sottoposti a vincolo, sia tra quelle operanti nel settore del restauro in genere. E ancora, le risposte sono arrivate sia dalle imprese più grandi sia da quelle di dimensioni più modeste. Questo consenso diffuso e trasversale è la conferma di quanto il problema del decoro della città e della sua difesa sia sentito dalla collettività a tutti i livelli". C'è poi l'impegno a promuovere l'iniziativa anche al di fuori dell'ambito degli addetti ai lavori: "Siamo in contatto con alcuni sponsor - conclude Cavallin - che sono interessati a legare il loro nome e il loro marchio a questa iniziativa. Con il loro coinvolgimento sarà più facile assicurare una maggiore copertura delle spese e dare quindi continuità a questi interventi che non devono rimanere un episodio isolato, ma devono essere invece un segnale di risveglio e di riscossa di questa città".

Secondo Manno il provvedimento servirà a "ripristinare il decoro e con esso la legalità, contrastando il degrado urbano". Altre iniziative prevedono dal prossimo anno scolastico dei percorsi formativi rivolti agli studenti delle medie inferiori e superiori per diffondere "la cultura del decoro, della legalità e del rispetto degli spazi comuni". Poi l'utilizzo commerciale del suolo pubblico e delle modalità espositive degli esercizi commerciali: si partirà a breve dal campo di San Geremia per ripristinarne l'identità architettonica, rendendo immediatamente visibili le sue straordinarie 'quinte' rappresentate da palazzo Labia e dalla chiesa di Santa Lucia e nel contempo definire un piano per l'unificazione di elementi comuni come vetrine, tende, insegne, pubblicità, cartellonistica, arredi, fonti di luce, serramenti. Tutte azioni, ha precisato Manno, che si inseriscono in un programma di tutela e decoro di cui fanno parte anche le nuove sanzioni per chi appende su porte o stipiti la merce.

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