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Cronaca Dolo

Sindaci della Riviera: strenua difesa del punto nascite dell'ospedale di Dolo

Il timore dei primi cittadini: «Diventato Covid hospital ha registrato un crollo dei nati. Va conservato e difeso il reparto di Ostetricia e Ginecologia, eccellenza nel Veneziano»

«A Dolo non si nasce più, meno parti a causa del Covid». I primi cittadini della Riviera del Brenta hanno redatto un documento sul punto nascite dell'ospedale locale dopo la Conferenza dei sindaci. «Secondo le stime, nel 2020 ci sarebbero stati 219 nuovi nati, 270 in meno rispetto all'anno precedente. Un crollo», hanno commentato.

Ora i primi cittadini hanno chiesto che, «per ogni nuova programmazione sanitaria non si prenda in considerazione il peso numerico delle nascite in relazione al futuro del nosocomio e del reparto di Ostetricia e Ginecologia in particolare», che è quello che temono dopo che l'ospedale di Dolo è diventato Covid hospital, fin dalla prima ondata della pandemia, e la centralità del reparto è stata messa in discussione anche in funzione dell'andamento della natalità.

«È noto – ricorda Federica Boscaro, sindaco di Fossò e presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta - che l'ospedale di Dolo, classificato Covid hospital, ha avuto lunghi mesi di inattività in tutti i reparti, ma in particolar modo ha subito la chiusura dell'Ostetricia, portando decine di giovani madri a decidere di far nascere il proprio figlio in altre strutture, evidentemente percepite più sicure. Il Covid hospital ha inficiato nei numeri di un settore centrale, come quello materno infantile. Guardando al futuro – ha continuato Boscaro – vogliamo ribadire che questo reparto non deve subire trasferimenti o riduzione di posti letto, di settori specifici o di personale, perché indispensabile all’utenza della Riviera». 

La posizione dell'ospedale di Dolo, «baricentrica - hanno detto i primi cittadini - ripetto ad altri nosocomi anche per l'alta qualità del personale che vi lavora, garantisce l'attrattività per le gestanti dell'area della Riviera del Brenta, ma anche di altri territori vicini. L'alta specializzazione raggiunta in alcune branche dell'ostetricia, ad esempio nelle gravidanze a rischio, o i programmi di prevenzione delle neoplasie dell'apparato ginecologico - hanno concluso - sono fattori di prestigio e fama del reparto».

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