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Questionario ai precari in Comune Sindacati in rivolta: "Schedatura"

Polemica per l'iniziativa della dirigenza, che ha inviato delle domande agli 82 dipendenti a termine: "Lesa la privacy, questa non è Umana"

Durante il loro ultimo faccia a faccia i sindacati avevano messo in chiaro che, se questionario doveva essere, allora quest'ultimo avrebbe dovuto avere domande concordate. Per il pericolo che poi quei contratti a tempo determinato "in bilico" potessero diventare oggetto di discriminazioni o comunque di favoritismi. La dirigenza, però, ha deciso di andare dritta per la propria strada, somministrando il questionario ai dipendenti precari. Immediata, a partire dal tardo pomeriggio di martedì, è scattata la rivolta non solo dei rappresentanti dei lavoratori, ma anche dell'opposizione in Consiglio comunale, con Nicola Pellicani, della lista Casson, che bolla come "una vera e propria schedatura" le domande somministrate.

Dello stesso tenore le prese di posizione dei sindacati, sul piede di guerra. "La scheda sarà considerata nell'ambito del rinnovo del contratto di lavoro a tempo determinato - dichiara Sergio Chiloiro, della Cgil Funzione Pubblica - ci auguriamo non si pensi di estenderla anche a tutti i lavoratori a tempo indeterminato. Non sono questi gli strumenti per valutare il merito e la professionalità a meno che con valorizzazione del merito non si intenda valutare unicamente sulla base della affidabilità e del consenso a chi governa. Caro sindaco, il Comune non è l'Umana". Il bubbone è scoppiato martedì, quando via mail ai dipendenti è arrivato un questionario inviato dalla Direzione Risorse Umane: "Sulla questione del precariato l'amministrazione deve ancora dare una risposta chiara e definita - attacca Luca Lombardo, segretario del Diccap - Ogni iniziativa volta alla valutazione conoscitiva delle risorse umane interne, nello specifico di quelle a tempo determinato, non può che essere successiva e conseguente alla decisione sulla proroga dei contratti in scadenza a dicembre 2015. Chiediamo - conclude - che questa iniziativa venga bloccata. Facendola scattare, nel caso, in una fase successiva per tutti i tremila dipendenti dell'Ente. Così si valuteranno le diverse competenze e le esigenze familiari e personali di tutti".

Nicola Pellicani si rivolge direttamente al sindaco Luigi Brugnaro: "Non creda di considerare questa iniziativa solo una prova generale per poi estenderla a tutti i tremila dipendenti del Comune - afferma - Un conto è informarsi sulle competenze esistenti, altra cosa è chiedere informazioni sugli interessi personali, sull'uso del proprio tempo libero e addirittura gli indirizzi delle scuole dei figli. Per non parlare della richiesta di foto in primo piano e a mezzobusto. Si tratta di una prassi inaccettabile in un'amministrazione comunale e comunque in un luogo di lavoro. Ancora una volta - conclude - il sindaco ha scambiato il Comune di Venezia per la sua azienda. Sono in gioco i destini di 82 famiglie".

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