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"Un cuore per continuare a vivere" L'appello disperato di Rabi Biason

Il 32enne di Caorle, musicista di lungo corso, soffre di una patologia ereditaria che negli ultimi anni ha già ucciso il fratello e la madre

La stessa malattia ha già portato via prima il fratello maggiore e poi la madre, in quell’incubo Rabi Biason ci è già piombato da tempo e ora teme davvero di non farcela nemmeno lui. “Voglio continuare a vivere, ma mi serve un cuore nuovo” è l’appello disperato del 32enne di Caorle. Come riporta La Nuova Venezia, il giovane ha scoperto la malattia nel 2008 e in città è conosciuto anche perché ha suonato a lungo in un complesso musicale locale.

La sua è una gravissima patologia ereditaria che negli ultimi otto anni ha già provocato due lutti in famiglia. Nel corpo di Rabi i primi sintomi sono comparsi all’inizio del 2008 e da lì in poi è stato un lungo calvario. Psicologico, ancor prima che fisico. L’incubo si chiama cardiopatia dilatativa congenita.

Nel 2011 è stato costretto ad abbandonare l’enorme passione per la batteria, troppo “forte” per il suo fragile cuore, iniziando a suonare con la stessa dedizione uno strumento più soft come il basso. Il quadro clinico è nettamente peggiorato nel 2012, quando le trasferte ospedaliere sono diventate una costante. E’ stato curato e ricoverato sia agli ospedali di Portogruaro e San Donà sia ai centri specializzati di Milano e Padova. In due anni ha subito tre operazioni, ora l’unica soluzione è il trapianto cardiaco. Per regalare a Rabi la gioia di proseguire la vita, bisognerà trovare il cuore giusto.

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