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Un anno di radiologia domiciliare: "Strumento fondamentale a Venezia per gli anziani"

Il servizio è dedicato a pazienti non deambulanti e con gravi difficoltà di trasporto. Esami anche nelle strutture sanitarie e nelle case di riposo, diverse visite pure in terraferma

Attiva da un anno e dedicata a pazienti non deambulanti e con gravi difficoltà di trasporto, la radiologia domiciliare si dimostra una scelta utile e preziosa della Ulss 3 Serenissima. Un servizio in grado di dare risposte importanti anche nell’ambito dell’assistenza ai pazienti anziani, in ospedale e nelle case di riposo. La radiologia domiciliare, infatti, porta la strumentazione e il personale sanitario per gli esami radiologici al letto del paziente, fin dentro il suo domicilio.

L’azienda sanitaria veneziana, che si è dotata della strumentazione a febbraio 2016, traccia un primo bilancio: “L’attività di radiologia con la strumentazione mobile – commenta il primario di Radiologia Paolo Sartori – è decollata subito, con più di trenta pazienti visitati a domicilio già nei primi sei mesi, e poi con l’uscita costante della squadra per una o due volte la settimana. Varie le giornate sulla terraferma, per richieste provenienti da Mestre, negli ultimi due mesi. Inoltre nel mese di gennaio l’apparecchiatura è stata anche utilizzata continuativamente per alcuni giorni alla Radiologia di Mirano, nell’ottica di una estensione dell’attività su tutta la nuova Ulss 3 Serenissima”.

Importante è stato l’utilizzo dell’attrezzatura dentro l’ospedale, al letto del paziente, con quasi 900 esami effettuati su degenti non trasportabili, a conferma della grande potenzialità dello strumento dentro le strutture sanitarie e in particolare dentro gli ospedali e le case di riposo: “Su questo fronte abbiamo in previsione un ulteriore incremento di prestazioni – spiega il primario – proprio in relazione alla diffusione dell’attività presso le RSA, con accordi specifici con per garantire il servizio anche presso le strutture residenziali, con il vantaggio di poter studiare più pazienti in un’unica uscita”.

“La città insulare è sicuramente un luogo che richiede e valorizza questo servizio – commenta il direttore dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben – Per il tessuto urbano complesso, per la presenza di tanti utenti anziani e per le note difficoltà di spostamento, Venezia sembra ‘pretendere’ l’utilizzo di tale modalità. E positiva è stata la scelta di adottare un sistema che fa spostare il il personale sanitario e la strumentazione, invece che far muovere l’utente con difficoltà di spostamento”. Importante, in quest’ottica, la collaborazione offerta dagli enti di trasporti sanitari per far arrivare l’apparecchiatura in aree particolarmente difficili da raggiungere.

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