Foto su facebook, il padre la caccia di casa e minaccia di sfregiarla

La difficile storia di una ragazza, maggiorenne, costretta a rifugiarsi in una casa famiglia per proteggere la sua libertà personale e sociale

Lei si iscrive a facebook, il padre la caccia di casa e minaccia di sfigurarla. È successo in un paese della Riviera del Brenta, dove una ragazza, maggiorenne, ha dovuto ricorrere alla protezione delle autorità per tutelare le sue libertà civili e sociali. Lo racconta la Nuova Venezia, che spiega come la ragazza sia ora costretta a rifugiarsi in una casa famiglia, lontana dalle minacce del suo stesso genitore.

VIA DI CASA – La vicenda inizia sul luogo di lavoro del padre, musulmano praticante, dove uno dei colleghi dell'operaio residente in Riviera segnala all'uomo, probabilmente senza alcuna malizia, che ha visto una foto della figlia di lui pubblicata sul noto social network. Il genitore è furibondo: si precipita a casa e si scaglia contro la figlia, imponendole di cancellare subito il profilo online da poco creato, minacciando addirittura di sfregiarla se non avesse obbedito. La ragazza si ribella, rivendica la sua libertà personale, che nel 2014 passa anche attraverso la possibilità di restare in contatto con gli amici e i compagni di scuola attraverso la rete, ormai diventato mezzo di comunicazione tra i giovani quanto se non più del vecchio telefono; il padre non può tollerare un simile affronto e sbatte la giovane fuori dalla porta di casa, in strada.

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IN CASERMA – Determinata a portare avanti la sua battaglia, la ragazza non si arrende e, invece di cedere alle intimidazioni del genitore, si precipita dalle autorità per chiedere aiuto e presentare un esposto-denuncia. Formalizzate le accuse la giovane viene presa sotto l'ala protettiva dei servizi sociali, che le trovano rifugio in una casa famiglia protetta, a Padova. La ragazza ora cerca un lavoro per potersi definitivamente emancipare ed essere libera dall'ombra pesante del padre, ma anche se nella sua vecchia casa non vuole tornare ammette che le mancano molto la madre e le sorelle; ancora più difficile, però, è la sua situazione scolastica: da una settimana la giovane non può infatti recarsi in classe, per timore che l'oppressivo genitore sia fuori dai cancelli dell'istituto superiore ad aspettarla. Per lei, studentessa impegnata e dalle alte ambizioni culturali, quest'assenza prolungata risulta in una mezza tortura, ma confida che con l'aiuto delle autorità anche questo problema possa venire risolto.

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